Governo, Draghi atteso al Colle. Movimento cinque stelle rischia scissione

Terminate le consultazioni con i partiti e le parti sociali, risolto finanche lo stallo Rousseau, queste le prossime tappe che porteranno alla formazione del nuovo governo.

Sciogliere la riserva e presentare la lista dei ministri. Terminate le consultazioni con i partiti e le parti sociali, risolto finanche lo stallo Rousseau, queste le prossime tappe che porteranno alla formazione del nuovo governo.

Mario Draghi, attualmente al lavoro sulla squadra che vede ancora il più assoluto riserbo sui nomi, è atteso al Quirinale tra oggi e domani, al più tardi domenica, dal momento che si punta a varare il governo entro lunedì. Il 15 febbraio è, infatti, il giorno di scadenza dell’ultimo Dpcm Conte e il nuovo esecutivo sarà chiamato a decidere se prorogare o meno il divieto di spostamento tra le Regioni in scadenza. Nel caso di uno slittamento nell’insediamento del governo potrebbe essere necessario ricorrere a un decreto ponte di proroga del divieto da parte del governo uscente che è in carica per gli affari correnti.

Per la fiducia delle Camere bisognerà attendere la metà della prossima settimana, tra mercoledì e giovedì. Nel frattempo Draghi metterà a punto il programma del suo esecutivo sul quale chiederà la fiducia in Parlamento.

La frattura nel M5S

Ieri, nel giorno del via libera su Rousseau all’appoggio del M5s all’esecutivo Draghi, il premier incaricato ha lavorato tra la sua abitazione e l’ufficio in Banca d’Italia, arrivando alla Camera nel pomeriggio e solo per pochi minuti. Nel frattempo il responso della piattaforma Cinque stelle ha spaccato il Movimento. Se il 59,3% degli iscritti M5s (oltre 44mila persone) ha dato il suo appoggio all’ex presidente della Bce, la fronda guidata da Alessandro Di Battista non ci sta e minaccia la scissione.

“D’ora in poi – ha scritto Di Battista su Facebook – non parlerò più a nome del Movimento 5 Stelle anche perché in questo momento il Movimento non parla a nome mio. Non posso far altro che farmi da parte”. ”Indigeribile” per Di Battista l’esito del voto: ”ma lo rispetto”, puntualizza. La ”scelta politica di sedersi con determinati personaggi, in particolare con partiti come Forza Italia, in un governo nato essenzialmente per sistematizzare il M5S e buttare giù un presidente perbene come Conte, questa cosa non riesco proprio a superarla. Se poi un domani la mia strada dovesse incrociarsi di nuovo con quella del M5s, vedremo: dipenderà esclusivamente da idee politiche, atteggiamenti e prese di posizione”.

“Questa sua scelta dimostra per l’ennesima volta l’onestà intellettuale di Alessandro ed è proprio di questa coerenza che ha bisogno il Movimento. Chi oggi guida l’azione politica del Movimento dovrà fare in modo di non gestire questo momento con arroganza o la larga parte contraria a questa scelta potrebbe allontanarsi” ha commentato Davide Casaleggio in un’intervista al Corriere della Sera.

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