Giulia e la guerra contro Putin: chi è la ragazza italiana in Ucraina

Nativa della provincia di Venezia, era stata cacciata dall’Aeronautica per aver denunciato episodi di nonnismo: ora combatte per la resistenza di Kiev

Lo scorso 24 agosto giornali e tabloid di tutto il mondo hanno dedicato largo spazio alla ricorrenza del giorno, che quest’anno ha riguardato lo scoccare dei sei mesi da quando l’esercito di Vladimir Putin ha invaso i confini del territorio ucraino, dando il via ad una sanguinosa guerra che non sembra potersi concludere nel breve periodo. Molte tra le più illustri firme del giornalismo internazionale hanno scritto fiumi di parole per ricordare le tappe più significative del conflitto, mentre molti esperti ed analisti di geopolitica si sono dedicati ad immaginare come potrebbero cambiare gli equilibri nel prossimo futuro.

Tra di loro non c’era sicuramente Giulia Schiff, ragazza italiana di 23 anni originaria di Mira (in provincia di Venezia). Ma di certo la sua voce appare oggi come una delle più lucide e puntuali nel descrivere la situazione che vige attualmente tra gli opposti schieramenti. E questo perché la giovane donna è l’unica persona italiana presente in questo momento tra i volontari stranieri in Ucraina appartenenti alla legione Internazionale di Kiev.

La storia di Giulia, unica italiana in Ucraina per combattere contro Vladimir Putin

Nell’intervista che ha rilasciato di recente a diverse testate nazionali ed europee, Giulia ha descritto per filo e per segno lo stallo che vede attorno a sé in questa fase della guerra. “Difficile dire come andrà a finire – racconta – il conflitto potrebbe durare ancora per diversi mesi. Pare che i russi abbiano riserve infinite di bombe e artiglieria. Ora la loro strategia è quella di rintanarsi nei villaggi e compiere incursioni mirate e sporadiche, ma non sono convinti e noi siamo molto più motivati di loro”.

Ex allieva dell’Accademia militare di Pozzuoli, la 23enne era divenuta celebre tra gli addetti ai lavori per essere stata espulsa dall’Aeronautica pochi mesi dopo essere entrata. Il sogno di una vita compromesso nella fase ancora iniziale, ma in lei era prevalso il sentimento di giustizia che l’aveva portata a denunciare episodi di nonnismo tra i militari. Eppure oggi è di nuovo in divisa e rifarebbe tutto, anche se “questo capitolo della mia vita non mi rappresenta, sono stanca di parlarne, ci tengo solo a ribadire che le Forze armate italiane mi hanno molto deluso”.

Dalle armi all’amore: la storia di Giulia, unica italiana in Ucraina per combattere

L’esperienza in Ucraina la sta mettendo a dura prova. Non solo dal punto di vista fisico – ha già rischiato la vita due volte durante i bombardamenti russi, una delle quali ha visto la morte di ben quattro suoi colleghi – ma anche psicologico: racconta come le manchi molto la sua famiglia, così some il suo cane e il cibo italiano. Ora però è determinata ad andare avanti senza pensare troppo ai rischi: ad aiutarla c’è il suo nuovo fidanzato di 29 anni, metà ucraino e metà israeliano, che fin dai primi giorni del conflitto è in trincea per difendere la libertà di Kiev.

Nel frattempo la Gran Bretagna ha annunciato di aver riportato in Ucraina i primi due mila militari addestrati con tecniche e metodi all’avanguardia. L’obbiettivo dichiarato di Londra è quello di arrivare a 10 mila uomini che vadano a rinforzare le truppe ucraine, ma con la caduta del governo di Boris Johnson tutto ora è nelle mani del suo successore, che verrà nominato nei prossimi giorni al termine del conteggio dei voti che la base del Partito conservatore ha espresso negli ultimi 40 giorni.