Galli: “Il virus non è mai andato via, non abbassiamo la guardia”

Il primario del reparto "Malattie infettive" dell'ospedale Sacco di Milano fa il punto della situazione sulla diffusione del Covid in Italia

Non è questione di “disaffezione” per la libertà o chissà quale altro oscuro mistero. Se la seconda ondata del Coronavirus tarda ad arrivare in Italia, mentre sta già imperversando negli altri Paesi europei (Francia, Spagna e Regno Unito in testa) è perché i cittadini italiani hanno rispettato meglio che altrove le indicazioni riguardanti la quarantena, il distanziamento sociale e le altre misure per limitare la diffusione del contagio.

Questa, almeno, l’opinione del dottor Massimo Galli, primario di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano. Nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’infettivologo del “Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche” del Sacco ha fatto il punto della situazione sul livello di diffusione del virus in Italia, sulle possibilità che anche da noi si registri una seconda ondata come quelle viste in Francia e in Spagna e le misure da prendere affinché ciò non accada (o, quanto meno, per farsi trovare pronti se e quando dovesse accadere).

Galli: “Il virus non se ne è mai andato”

Secondo il dottor Galli, l’impennata di contagi che si sta registrando in Spagna, Francia, Regno Unito e (in misura minora) anche in Italia è la dimostrazione che il virus non se ne è mai andato e, dunque, non bisogna abbassare la guardia. Anzi, siamo nel bel mezzo di una nuova ondata di contagi e bisogna continuare a seguire tutte le indicazioni, come fatto nei mesi precedenti.

Al momento, sostiene Galli, l’Italia sta ancora godendo dell’onda lunga della quarantena, vissuta in maniera più rigorosa rispetto agli altri Paesi europei. Questo ci sta permettendo di contenere la diffusione del virus in queste settimane, mentre le varie Francia, Spagna e Regno Unito stanno pagando un prezzo decisamente più alto in termini di contagi e decessi. Si tratta, però, di un equilibrio fragile, che potrebbe rompersi in un qualunque momento.

Fondamentale rafforzare la medicina territoriale

Secondo il primario del Sacco è necessario “approfittare” di questa situazione per predisporre tutte le misure necessarie a non farsi trovare impreparati in caso di aumento dei contagi. In particolare, sostiene il dottor Galli, si deve tornare a investire sulla medicina territoriale poiché, come dimostrato nel corso della prima ondata, è fondamentale per tracciare i contagi e limitare l’insorgere dei focolai.

Riapertura scuole: ancora presto per fare un bilancio

Mentre alcune ricerche iniziano a “disegnare” la mappa dei contagi legati al mondo della scuola, il primario dell’Ospedale Sacco di Milano invita alla calma. Le porte degli istituti scolastici sono state riaperte solo 14 giorni fa, e neanche in tutte le regioni italiane. Per ora, dunque, è impossibile fare bilanci o previsioni su come evolverà la situazione.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Galli: “Il virus non è mai andato via, non abbassiamo la guardi...