Ora la Francia tende la mano all’Italia. Macron contro Ue “egoista”

Nella prima intervista rilasciata dal presidente francese dall'inizio dell'emergenza sanitaria, Macron ha sottolineato che la Francia è al fianco dell'Italia

Dalle porte chiuse all’apertura verso una solidarietà quantomeno tardiva. Cambia faccia Parigi di fronte a Roma. Dopo aver bloccato le esportazioni di mascherine verso l’Italia nella prima fase dell’emergenza Coronavirus – export che poi, dopo il monito Ue, Macron ha dovuto ripristinare, proprio come la Merkel – ora il presidente francese tende la mano a Conte.

Francia a fianco dell’Italia

La Francia è a fianco dell’Italia nella lotta al Covid-19. Questo il messaggio rivolto dal presidente francese Emmanuel Macron nel corso di un’intervista a Il Corriere della Sera, La Repubblica e La Stampa. In quella che è la prima intervista rilasciata dal presidente francese dall’inizio dell’emergenza sanitaria, Macron ha sottolineato che ”la Francia è al fianco dell’Italia: è per questo che ho voluto recarmi a Napoli il 27 febbraio, nonostante l’impennata dell’epidemia”.

Macro ricorda di aver proposto dei posti letto ospedalieri nel Sud della Francia e di aver inviato materiale sanitario. “L’Europa, nel suo insieme, ha reagito prima e in modo più deciso rispetto ad altre crisi del passato; quando la Bce agisce, ad esempio, ci protegge tutti ed è una forma di solidarietà” sottolinea.

Ma adesso è arrivato il tempo di fare di più, di unirsi e stringersi, virtualmente, verso un obiettivo più che mai comune: ”L’Europa smetta di essere egoista”, altrimenti ”rischia di morire se non agisce”.

La vicenda mascherine

Poi, Macron tocca proprio la questione mascherine, dichiarando: “Si parla molto degli aiuti cinesi o russi, ma perché non si dice invece che la Francia e la Germania hanno inviato due milioni di mascherine e decine di migliaia di camici in Italia?”.

Oggi, prosegue il capo di Stato francese, vengono lanciati bandi europei per l’acquisto congiunto di mascherine e respiratori. “Sarà forse insufficiente, ma è già un inizio e non dobbiamo lasciarci intossicare da ciò che raccontano i nostri partner e concorrenti internazionali. Dobbiamo anche dire che, viceversa, gli europei hanno soccorso la Cina all’inizio dell’epidemia, quando era la più colpita, inviando più di 50 tonnellate di materiale”.

Macron difende la solidarietà di bilancio

Insomma, ”l’Europa deve essere fiera e sentirsi forte, perché lo è. Ma deve andare ben oltre”. Ecco perché difende una solidarietà di bilancio nella gestione della crisi e delle sue conseguenze. “Alcuni Paesi si comportano come se l’Italia o la Spagna ne fossero responsabili: ne sono, al contrario, le prime vittime e questo virus non risparmierà nessuno”.

Dopo la rottura di Italia e Spagna, “ciò che mi preoccupa – conclude Macron – è la malattia del ”ciascuno per sé: se non siamo uniti, l’Italia, la Spagna ed altri Paesi potrebbero giustamente dire ai loro partner europei: dove eravate mentre noi eravamo al fronte? Io non voglio un’Europa egoista e divisa”.

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