Fontana ammette: Coronavirus presente già da diversi mesi. Cosa è andato storto

In Lombardia "virus presente da diversi mesi" prima della pandemia: le ultime dichiarazioni di Fontana

Con un videomessaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook, Attilio Fontana, a partire dai dati in suo possesso, ha ricostruito la diffusione del Coronavirus sul territorio lombardo. Secondo il Presidente della Regione Lombardia il virus è iniziato a circolare già diversi mesi prima dello scoppio della pandemia, ma qualcosa è andato storto e, quindi, non è stato possibile agire tempestivamente.

Coronavirus, cosa è andato storto in Lombardia?

I numeri dei contagi da Covid a Milano e provincia, nonché di tutta la Lombardia, sono stati e sono tutt’oggi i più allarmanti. Molto spesso, mettendo a confronto i report sugli ammalati e i morti delle diverse regioni d’Italia, medici ed esperti si sono domandanti: ma cosa è andato storto al Nord? Perché rispetto al Sud la diffusione del Coronavirus è stata più aggressiva? Sulla questione, proprio in questi giorni, ha provato a fare il punto il governatore Attilio Fontana, ammettendo che il virus ha iniziato a diffondersi già diversi mesi prima della dichiarazione dello stato d’emergenza.

Lo dimostrano i risultati dei test sierologici e la lettura delle cartelle cliniche a posteriori, ha spiegato. L’origine del problema, ha poi aggiunto lo stesso, è quindi da ricercarsi nei protocolli seguiti.

Fontana ammette: “I protocolli erano sbagliati”

“Ecco la verità: se la Dott.ssa Malara non avesse violato i protocolli ministeriali non avremmo scoperto il virus”, così ha esordito su Facebook Fontana.

“Studi sierologici e lettura a posteriori delle cartelle cliniche confermano la presenza del virus sul territorio già da diversi mesi. I medici hanno fatto il loro dovere. I protocolli erano sbagliati“, ha poi continuato il Presidente, deciso nelle sue parole.

Lo stesso, nel suo post, ha poi voluto ringraziare personalmente la Dottoressa di Codogno che, contravvenendo al protocollo, il 20 febbraio ha eseguito il tampone che ha rintracciato il primo paziente positivo in Lombardia. Da quel momento in poi, infatti, è stato possibile ricostruire la diffusione del virus, mettendo tutti davanti ad una verità: bisognava attivarsi per affrontare un’emergenza sanitaria che, soprattutto i primi tempi, è stata molto sottostimata.

Siamo pronti ad una seconda ondata?

Secondo Attilio Fontana, dunque, il Coronavirus si è diffuso così rapidamente in Italia perché ad essere sbagliato era l’intero sistema. A fronte di queste considerazioni, e tenendo conto di una possibile seconda ondata nel virus (che secondo gli esperti non è da escludere), la domanda che viene lecito porsi è: siamo pronti ad affrontare una nuova pandemia? 

Tra riforme del sistema sanitario e promesse di un vaccino entro la fine del prossimo anno, le paure sono ancora tante.

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