Flat tax e condono delle cartelle: a chi parla Matteo Salvini?

Il leader del Carroccio, impegnato a recuperare consensi, insiste sulle proposte cardine della Lega in tema fiscale: ma quanti sono gli italiani coinvolti?

La campagna elettorale in vista delle elezioni anticipate del prossimo 25 settembre è ufficialmente entrata nel vivo nel corso dell’ultima settimana. Per la prima volta nella storia della Repubblica, milioni di italiani sdraiati in spiaggia sotto l’ombrellone – o impegnati in qualche escursione a piedi in montagna, piuttosto che nelle città d’arte – si sono ritrovati a spulciare i 101 simboli depositati dalle forze politiche (diminuiti poi a 75) nei giorni che portano al Ferragosto.

Quello che arriva sarà invece il fine settimana dedicato alla presentazione delle liste dei candidati, con i capi dei partiti impegnati in una quanto mai difficile composizione degli elenchi che i cittadini troveranno esposti nei cartelli elettorali. A dare il via libera al domino delle candidature è stato il Partito Democratico guidato da Enrico Letta, che proprio nel giorno di festa di lunedì ha riunito attorno ad un tavolo i componenti della direzione nazionale: tra esclusioni eccellenti, nuovi giovani rampanti e qualche vecchio volto della politica italiana, l’annuncio dei nomi che correranno nei collegi ha scatenato una serie infinita di polemiche (una fra tutte, quella per la candidatura del virologo Andrea Crisanti) da parte degli avversari, ma anche da buona parte dell’opinione pubblica e degli analisti che popolano giornali, radio e studi televisivi.

Tra simboli, candidati e programmi: come stanno i partiti in vista del voto

In attesa che anche gli altri schieramenti definiscano gli ultimi dettagli e si possa così iniziare a preparare i confronti pubblici tra i leader (i vertici della Rai ne hanno già annunciati due per le date del 7 e del 15 settembre), i partiti si sono dati da fare per illustrare agli organi di stampa le proposte principali che andranno a comporre i rispettivi programmi. Se le forze di centrosinistra – dal raggruppamento dem al Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte, passando per il terzo polo del duo inedito formato da Carlo Calenda e Matteo Renzi – possono rivolgersi agli elettori senza bisogno di mediare tra loro in quanto correranno divisi sia per la quota proporzionale (nei collegi cosiddetti plurinominali) che per quella maggioritaria (dove invece i candidati si scontrano testa a testa per la conquista del seggio), cosa diversa è accaduta nel centrodestra.

Qui infatti la coalizione si presenterà unita agli occhi degli italiani, con una struttura composta dai tre partiti principali (rappresentati da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia) e da altre due sigle che vogliono rivolgersi a quell’area più centrista e moderata del nostro Paese. Nonostante l’ostentata compattezza che le rispettive segreterie di partito mostrano ogni qualvolta si cerchi di evidenziare le differenze tra gli alleati, molti esponenti non hanno potuto prescindere dall’annuncio in solitaria di alcuni punti cardine che intendono portare avanti una volta ottenuto il governo del Paese.

Flat tax e pace fiscale: le bandiere della Lega per recuperare nei sondaggi

Tra coloro che in maniera più forte ed evidente si sono spesi in questi giorni per rimarcare quelli che da sempre sono i propri cavalli di battaglia c’è senza dubbio Matteo Salvini. Il segretario leghista ha affrontato una prima sessione estiva alla fine di luglio in cui ha toccato varie località balneari, tenendo diversi comizi in compagnia degli esponenti locali e presenziando a sagre e feste di partito circondato dall’affetto dei militanti del Carroccio: lo si è visto a Lampedusa per la questione dei nuovi sbarchi, ma anche in Veneto e poi in Romagnaterra in cui è ritornato dopo i dolori ai tempi del Papeete e del primo governo Conte – per incontrare quel tessuto imprenditoriale così presente in queste aree del Paese.

Ed è proprio sui temi tanto cari al ceto medio che Salvini si sta concentrando nel tentativo di recuperare il terreno perso nei confronti di Giorgia Meloni, che tutti i sondaggi da mesi vedono in testa alle preferenze degli italiani e che – stando alle regole di coalizione che i due leader hanno confermato di recente assieme a Silvio Berlusconi – avrebbe il diritto di reclamare la carica di presidente del Consiglio nel momento in cui il centrodestra risultasse vincente al termine della competizione elettorale, con il segretario della Lega che a quel punto si vedrebbe dirottato al Viminale.

Quanto vale la platea a cui parla Matteo Salvini

Ma quali sono nel dettaglio le proposte per l’economia e il lavoro della galassia leghista e a chi vuole rivolgersi Matteo Salvini quando le illustra con l’ardore che da sempre lo contraddistingue? Il primo punto che compare nell’elenco del segretario è senza dubbio quello relativo alla Flat Tax, il livello di tassazione unificata al 15% che già oggi è in vigore per le partite Iva (sono circa 2 milioni in tutta Italia) con un reddito dichiarato inferiore ai 65 mila euro annui.

La proposta del Carroccio, in aperto accordo con i colleghi di Forza Italia, è quella di ampliare la platea dei beneficiari: come ribadito alla festa della Versiliana di Marina di Pietrasanta (in provincia di Lucca), la volontà è quella di includere sotto questo regime fiscale agevolato “anche altre partite Iva e, nei mesi, i lavoratori dipendenti, i pensionati e le famiglie, a partire da quelle che hanno un reddito di 50 mila euro lordi l’anno“.

Pace fiscale e cartelle esattoriali: milioni di italiani coinvolti

Fino qui tutto bene. Ma la questione si fa molto più spinosa quando Salvini inizia a parlare della pace fiscale, che in molti chiamano con il nome molto meno etico di condono. Un intervento che lui descrive come “necessario, doveroso e urgente” perché “dall’Agenzia delle Entrate sono in partenza centinaia di migliaia di cartelle esattoriali” che i cittadini “non possono permettersi di pagare dopo due anni e mezzo di difficoltà economiche e lavorative”.

Che si tratti solamente di uno slogan o di una proposta fondata, sta di fatto che gli italiani a cui in autunno arriveranno le lettere di Equitalia rappresentano una porzione che ad oggi conta oltre 15 milioni di persone. Molte di queste – in effetti – hanno chiesto (e spesso ottenuto) diverse forme di rateizzazione nel corso del tempo a causa della scarsa liquidità con cui saldare le proprie pendenze. E oggi rischiano di ritrovarsi ancora più in difficoltà per l’effetto incrociato dell’inflazione galoppante e del rincaro previsto in autunno sul costo delle bollette di luce e gas.