Fase 2, scontro tra Governo e Regioni sulla data della ripartenza

La Conferenza delle Regioni chiede massima libertà nel decidere le date di riapertura delle attività commerciali

Una prima avvisaglia del fatto che i rapporti tra Governo e i Presidenti di alcune giunte regionali fossero quanto meno incrinati si era avuto già nei giorni passati, quando la Presidentessa della Calabria Jole Santelli aveva firmato un’ordinanza che disponeva la riapertura immediata di bar, ristoranti, parrucchieri e altre attività che, nei piani dell’Esecutivo, avrebbero dovuto riaprire tra il 18 maggio e il 1 giugno.

La mossa della Santelli è suonata, alle orecchie di moltissimi Presidenti, come una sorta di “rompete le righe generale“. Nonostante il ricorso al TAR del Governo, infatti, moltissimi colleghi della Presidentessa della giunta calabra hanno fatto sapere di volerne seguire l’esempio: Toti e Zaia (tanto per fare due nomi) hanno in più occasioni rimarcato la volontà di riaprire le attività commerciali – come quelle della ristorazione o del settore della bellezza – ben prima delle scadenze previste dall’Esecutivo.

Nel pomeriggio di oggi, però, si è assistito probabilmente allo strappo definitivo tra le due parti in causa. La Conferenza delle Regioni ha infatti chiesto di poter riaprire le attività commerciali a partire dal prossimo lunedì 11 maggio. Inutile dire che il ministro Boccia, che ieri aveva aperto alla possibilità di una ripartenza dal 18 maggio su base regionale, ha annunciato che l’Esecutivo si opporrà.

Regioni: adesso decidiamo noi

Stando a quanto affermato dal Presidente della giunta della Liguria Giovanni Toti, le Regioni vogliono avere ampia autonomia sul fronte della ripartenza e delle riaperture delle attività commerciali. Nel corso di un breve incontro con la stampa, il Presidente ligure ha affermato che la Conferenza delle Regioni ha approvato all’unanimità un documento con il quale chiede al Governo di poter riaprire il commercio al dettaglio già dall’11 maggio, mentre a partire dal 18 le Regioni potranno decidere autonomamente tramite ordinanza.

Dello stesso avviso anche il Presidente del Friuli Venezia Giuli Massimiliano Fedriga, il quale sottolinea la necessità di non “infierire su categorie piccole che vogliono riaprire per mantenere la famiglia“.

Riapertura dall’11 maggio: il no del Governo

Come accennato, però, l’Esecutivo non sembra essere dello stesso avviso. Il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie ha infatti ribadito che l’11 maggio prenderà il via l’esame dei dati epidemilogici delle varie regioni, così da valutare una riapertura su base locale e non nazionale.

Poi sarà necessario attendere che l’INAIL renda pubbliche le linee guida per la riapertura delle varie attività. Il 14 o 15 maggio sono attese quelle dei parrucchieri e saloni di bellezza, mentre solo successivamente dovrebbe arrivare quello per le attività della ristorazione.

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Fase 2, scontro tra Governo e Regioni sulla data della ripartenza