Fase 2, Santelli conferma l’ordinanza in Calabria dopo le minacce di Boccia

È ancora scontro tra le regioni e il Governo centrale sulla gestione della Fase 2: la Santelli non si tira indietro e sfida Boccia

Lo scontro Stato-Regioni sulla Fase 2 ha visto emergere in questi giorni due protagonisti d’eccezione, ovvero: il ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia e Jole Santelli, Presidente della regione Calabria. Quest’ultima, dopo le minacce di diffida, sembra essere intenzionata ad andare fino in fondo, per questo ha deciso di confermare l’ordinanza sulle riaperture in Calabria, tanto contestata dal Governo centrale in questi giorni.

Scontro Stato-Regioni: cosa succederà a chi viola il dpcm

Sui tempi e le modalità di gestione della Fase 2 (qui lo speciale di QuiFinanza) si è consumato un vero e proprio scontro tra Stato e Regioni. Quello che molti presidenti di regione, principalmente esponenti di centrodestra, hanno chiesto al Governo in questi giorni è di avere maggiore autonomia durante la seconda fase del lockdownd.

Alla lettera inviata a Sergio Mattarella e all’Esecutivo, però, ha risposto prontamente il ministro Boccia, che ha minacciato di prendere provvedimenti se e qualora le regioni con le loro ordinanze avessero violato le disposizioni contenute nel dpcm. La diffida annunciata, però, pare non abbia intimorito Jole Santelli che, dopo aver emesso un’ordinanza dove autorizzava le aperture delle attività in Calabria (come bar e luoghi di ristoro), ha oggi dichiarato di essere intenzionata a non ritirare niente.

Boccia impugna l’ordinanza delle Regione Calabria, Santelli replica: “Non la ritiro”

Come preannunciato qualche giorno fa, il ministro Boccia si è subito mosso per impugnare l’ordinanza della regione Calabria, che appunto risultava essere in contrasto con le linee guida del dpcm.

La trasmissione degli atti all’Avvocatura generale dello Stato non ha tuttavia fermato la rappresentante di Forza Italia che, anzi, a tal proposito ha dichiarato all’ANSA:

“Mi spiace invece perché io mantengo l’ordinanza. Sono convinta dei presupposti, sono sicura che entro una settimana faranno esattamente la stessa cosa che ho fatto io. Mi dispiace che abbia preso questa ordinanza come un braccio di ferro mentre era semplicemente la legittima richiesta della regione di far vivere e lavorare, soprattutto lavorare”.

La Santelli, inoltre, ha spiegato che si aspettava questa mossa da parte del ministro. D’altronde, ha ammesso lei, lui stesso lo aveva annunciato. Adesso, con uno sguardo rivolto anche a quello che sta succedendo nelle altre regioni, bisogna capire se questo costituirà davvero un precedente o se – alla fine – contribuirà a creare ancora maggiore caos tra i cittadini.

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