Fase 2, Fontana annuncia nuove restrizioni in Lombardia

Il Presidente della Regione Lombardia pronto a chiudere tutto di nuovo

Movida selvaggia e assembramenti non permessi, così Milano (come molte altre città) sta facendo i conti con una Fase 2 abbastanza complicata da gestire. Perché non basta il numero dei contagi ancora alti e l’emergenza sanitaria che non sembra destinata a rientrare nel breve termine, le persone adesso hanno lasciato le loro abitazioni e, non costrette più all’isolamento, vanno spesso in giro per il centro senza rispettare le nuove disposizioni. Per questo motivo, dopo essere stato il primo a dichiarare di voler aprire tutto, Attilio Fontana, il Presidente della Regione Lombardia, si è detto pronto ad approvare nuove restrizioni se la situazione non dovesse cambiare.

Fontana al centro delle polemiche

La voglia di tornare alla normalità sta facendo i conti con la paura – che abbiamo tutti – di ritornare alla Fase 1 in questi giorni. Tutti i Presidenti di Regione, da nord a sud, stanno gestendo una situazione che probabilmente mai avrebbero immaginato. Il Coronavirus però ha fatto irruzione nelle nostre vite ed ha stravolto la quotidianità di tutti, tanto che le azioni più semplici, come andare a lavorare o prendere i mezzi pubblici per raggiungere un altro punto della città, sono diventate complesse (oltre che vietate per diverse settimane).

La Fase 2, come forse si poteva immaginare, sta dando non pochi problemi ai Presidenti di Regione. E questo lo sa bene il governatore Attilio Fontana che, dopo essere finito al centro delle polemiche per l’ospedale fiera di Milano, in queste settimane è finito spesso al centro dei riflettori.

Fontana pronto ad intervenire: annunciate nuove restrizioni

Diversi hanno accusato il Presidente di aver gestito male l’emergenza Coronavirus fin dall’inizio. Ma la risposta di Fontana in questi casi è stata sempre la stessa: “La Regione Lombardia non ha fatto errori“, ha difatti replicato più volte.

Il Governatore, dunque, non vuole e non può più permettersi di fare passi falsi e, pertanto, alla vista delle immagini e dei video degli assembramenti fuori dai locali lombardi (non solo a Milano ma in diversi comuni della regione), lo stesso ha replicato dicendosi pronto ad approvare nuove restrizioni se il problema dovesse persistere.

Milano come Brescia? Il Coprifuoco di Del Bono

“La Regione Lombardia è pronta a intervenire, anche con nuove restrizioni, per evitare che tutto il lavoro svolto fin qui grazie alla buona volontà della maggioranza dei cittadini, venga vanificato da alcuni incoscienti”, così Attilio Fontana ha esposto le sue intenzioni.

Sembrerebbe dunque che, su come gestire questa Fase 2 (qui lo speciale di QuiFinanza), il Presidente abbia preso ispirazione da Emilio Del Bono, sindaco di Brescia.

La città di Brescia, come molti sapranno, è infatti la seconda in Italia per numero di contagi e morti da Covid-19. Per questo motivo l’amministrazione comunale, alla folla della movida sfrenata ha deciso di rispondere col pugno duro.

Alle multe a chi non indossava la mascherina e non rispettava il distanziamento sociale, allora, ha fatto seguito l’approvazione di un vero e proprio coprifuoco nel week end, e così: chiusura dei locali in piazza a partire dalle 21.30 nei giorni 23 e 24 maggio. Se tutto ciò non dovesse bastare, però, il Comune è disposto a fare un passo in più: “O riusciamo a contingentare gli accessi o firmo un’ordinanza di chiusura della piazza”, ha infatti annunciato senza mezzi termini il sindaco.

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