Eurogruppo, riunione infinita. Conte non molla, tutta la notte per le misure anti-crisi

All'Eurogruppo in corso a Bruxelles per l'adozione di misure di gestione della crisi economica provocata dalla pandemia di Coronavirus per il momento ancora nulla di fatto

All’Eurogruppo a Bruxelles per l’adozione di misure di gestione della crisi economica provocata dalla pandemia di Coronavirus per il momento ancora nulla di fatto. La pausa va lunga e la ripresa dei lavori è già slittata due volte. Dopo una lunga notte, tutto rinviato a giovedì.

Conte non molla

I ministri dell’economia stanno discutendo il pacchetto “più ampio e ambizioso che l’Eurogruppo abbia mai preparato, che comprende una rete di sicurezza per i lavoratori, per le imprese e per i Paesi” ha detto il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno. Ma questo piano “che farà da scudo all’economia europea non può essere separato da quello per la ripresa”, per questo aveva fatto sapere che avrebbe chiesto ai ministri di impegnarsi “su un piano di ripresa ampio e coordinato”.

“In questo momento delicato dobbiamo condividere questa grande responsabilità insieme, nell’interesse dell’Ue, con una risposta coraggiosa” ha detto il premier Giuseppe Conte alla presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, durante una telefonata avuta nel tardo pomeriggio. Il presidente del Consiglio ha ribadito la posizione italiana, incardinata sul no al Mes e sull’adozione di eurobond. “L’Italia non accetterà compromessi a ribasso”.

L’Europa resta divisa

A quanto si apprende i ministri stanno riscrivendo il testo delle conclusioni, ma l’accordo appare lontano. Gli Stati membri continuano ad essere divisi su due punti: il ricorso alle linee di credito del Mes, anche se con condizionalità “light”, e un fondo per emettere Eurobond che dovrebbero finanziare la ripresa attraverso la mutualizzazione del debito.

Germania e Olanda dicono no agli eurobond, mentre la Francia insiste perché nel comunicato finale sia inserito un riferimento alla sua proposta di un veicolo temporaneo che emetta debito comune. Le Maire propone un fondo Ue temporaneo ed eccezionale, della durata di 3-5 anni, destinato ad emettere debito comune per finanziare la ripresa. La Spagna dal canto suo si dice a fianco di Parigi e di Roma.

Ok al piano Bei e SURE

L’accordo potrebbe invece esserci, salvo sorprese dell’ultimo minuto, in merito al piano da 200 miliardi della Bei per garantire liquidità alle imprese e a SURE, la “cassa integrazione europea”, come è già stata ribattezzata, da 100 miliardi per aiutare gli Stati membri a finanziare meccanismi di sostegno ai lavoratori.

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