Sull’accordo dell’Eurogruppo le reazioni della politica: tra gioie e Caporetto

Per Gualtieri "l'Italia vince", ma la destra insorge: per Salvini l'assenza di eurobond è una Caporetto, Meloni parla di "alto tradimento"

Le primissime reazioni all’Eurogruppo si sono fatte sentire quando ancora era in corso la conferenza stampa che ne annunciava i risultati: tra questi, un Mes da oltre 200 miliardi a condizioni minime, da utilizzare solo per le spese sanitarie, nessun riferimento ai “Coronabond, ma a un “fondo temporaneo” e “commisurato ai costi della crisi”.

Complessivamente, si tratta di un pacchetto da 500 miliardi di euro. Una soluzione di compromesso, insomma, in cui l’Olanda ha rinunciato alla rigidità delle condizioni che intendeva imporre all’uso del Fondo salva-Stati, che pure è stato vincolato solo alle spese sanitarie, mentre Roma ha “mollato” sul riferimento esplicito agli eurobond. 

Soddisfatto il commissario europeo, Paolo Gentiloni, secondo cui “l’Eurogruppo ha trovato un accordo su un pacchetto di dimensioni senza precedenti per sostenere il sistema sanitario, la cassa integrazione, la liquidità alle imprese e il Fondo per un piano di rinascita. L’Europa è solidarietà”.

Gualtieri, Salvini, Meloni: vittoria, Caporetto o tradimento?

E mentre il ministro Gualtieri spiegava che “l’Italia vince, zero condizionalità sul Mes”, facendo riferimento all’assenza di richieste di aggiustamento del deficit o di ricette di austerità, da destra si levavano gli scudi: “Non ci sono gli Eurobond che voleva Conte ma c’è il Mes”, ha affermato il leader della Lega Matteo Salvini, “una Caporetto, una drammatica ipoteca sul futuro, sul lavoro e sul risparmio dei nostri figli”. E poi la promessa: “Siamo fuori dalla legge, siamo alla dittatura nel nome del virus. Presenteremo una mozione di sfiducia al ministro Gualtieri”.

Dello stesso avviso la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che, parlando di “alto tradimento”, ha indirizzato il proprio attacco al ministro Gualtieri, al premier Conte e al ministro degli Esteri Di Maio: “Il ministro Gualtieri ha firmato per attivare il Mes, niente Eurobond e Italia messa sotto tutela. Alla fine hanno vinto i diktat di Germania e Olanda, il governo in questi giorni ha fatto finta di alzare la voce ma, tanto per cambiare, si è piegato ai dogmi nordeuropei. Ora Conte, Gualtieri e Di Maio dovranno affrontare il Parlamento, dove Fratelli d’Italia è già schierato per impedire questo atto di alto tradimento verso il popolo italiano”.

Mal di pancia tra i Cinque Stelle

Mal di pancia anche tra i Cinque Stelle, con il senatore Michele Giarrusso che ha avvertito: “Lo dico a chiare lettere: se il governo ha detto sì al Mes, questa maggioranza non avrà più il mio voto”.

A tentare di rasserenare gli animi dei pentastellati, il reggente Vito Crimi ha assicurato la fedeltà alla linea di sempre: “Non è stato firmato o attivato nessun Mes e non lo faremo, basta bufale. Non importa quanto siano ridotte le condizionalità. M5s continua a sostenere la linea di sempre, quella rivendicata dal presidente Conte: sì Eurobond, no Mes”.

Chi difende l’accordo

In difesa dell’accordo, il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che ha fatto notare come “pare che si sia fatto un pacchetto complessivo che tiene in considerazione un po’ gli impegni di tutti. Si è fatto un buon lavoro”. Renzi ha poi sottolineato che “a questo punto tutti gli alibi legati all’Europa” vengono meno. “Se non ci fosse stata la Bce o la sospensione del Patto saremmo già falliti”.

Un appello alla responsabilità è giunto invece dal vicesegretario Pd, Andrea Orlando: “Le forze politiche che sbraitano contro il Mes fanno finta di non capire che l’attuale versione è senza condizionalità, ma soprattutto che il nostro Paese non sarà tenuto a utilizzarlo. Chi si definisce patriota in questo momento lavora per concretizzare un risultato che da stasera è a portata di mano, e non per fare saltare il banco, facendo pagare il prezzo più alto agli italiani”.

Moderata soddisfazione è giunta anche da Antonio Tajani, vicepresidente del Partito Popolare Europeo, secondo il quale si è trattato di un “passo in avanti all’Eurogruppo. Bene la volontà di immettere denaro sul mercato con SURE e con la Bei. Positiva la scomparsa di ogni condizionalità dal MES. Ora tocca al Consiglio europeo decidere e stabilire la portata del Recovery Fund. Servono centinaia di miliardi”.

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