Addio a Enzo Mari, il gigante del design che ha fatto grande il Made in Italy

È morto a 88 anni per Covid all’ospedale San Raffaele di Milano, dove era ricoverato, uno dei maestri indiscussi del design italiano del Novecento

Addio a Enzo Mari. È morto per il Covid a 88 anni all’ospedale San Raffaele di Milano, uno dei maestri indiscussi del design italiano del ‘900. “Ciao Enzo. Te ne vai da Gigante”, ha scritto Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano, sul suo profilo Facebook, dandone l’annuncio.

Il maxi archivio donato al Comune di Milano

Appena qualche mese fa, il Comune di Milano aveva approvato la delibera di accettazione della donazione del suo immenso e preziosissimo archivio, facendo così entrare nel patrimonio civico di Milano il complesso archivistico che raccoglie tutta la sua attività dal 1952 al 2015.

Ben 1.500 opere del valore stimato di mezzo milione di euro, che raccoglie modellini, prototipi, lucidi, disegni, prove di stampa, manifesti, opere d’arte, più l’archivio fotografico, i libri e i cataloghi.

Da Brera ai 5 Compassi d’oro

Studente all’Accademia di Brera, cinque volte Compasso d’oro, l’ultimo alla carriera nel 2011, tra i più grandi teorici del design mondiale, Mari era nato a Cerano, provincia di Novara, nel 1932, ma aveva sempre vissuto a Milano.

Le sue opere sono esposte nei principali musei di arte e design del mondo: dal MoMA di New York alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, dal Moderna Museet di Stoccolma allo Stedelijk Museum di Amsterdam alla Triennale di Milano.

Con un focus sulla psicologia della percezione visiva, la sua opera spazia dal design alla pittura, dalla grafica all’allestimento. È stato docente, soprattutto al Politecnico di Milano, e attivista politico. Il suo contributo, basato sull’idea che il design non si debba limitare alla creazione di oggetti belli ma debba anche avere una funzione, è stato determinante per la storia e lo sviluppo del design italiano nel mondo.

Le avanguardie milanesi e il sodalizio con Bruno Munari

Amico e collega del grande Bruno Munari, a cui si ispirò per i suoi “16 animali”, celebre puzzle a incastro progettato nel 1956 e messo in vendita da Danese nel 1957, Mari concepiva il design come funziona sociale, anche.

Partecipa alle avanguardie artistiche milanesi, entrando a far parte prima del gruppo dell’Arte Cinetica, dove conosce appunto Munari, e poi del gruppo dell’Arte Programmata, il cui slogan “il nostro scopo è fare di te un partner”, influenzerà il concetto di autoproduzione che il designer indagherà per anni.

Attenzione massima ai materiali, nel 1963 diventa coordinatore del gruppo Nuova Tendenza, di cui organizza l’esposizione alla Biennale di Zagabria del 1965. Tra i suoi libri più famosi, “25 modi per piantare un chiodo” (2011), importante riflessione professionale sullo sfondo del design italiano del ‘900.

Gli oggetti di design che hanno reso famoso Enzo Mari

Tantissimi gli oggetti di design che l’hanno reso famoso: il vassoio Putrella, prodotto da Danese, le sedie SofSof di Driade, e Delfina di Rexite, con seduta e schienale in cotone e microfibra montati tramite una cerniera a zip, premiata nel 1979 con il Compasso d’Oro.

Il sodalizio con Danese Milano coincide con lo sviluppo dell’azienda, grazie alla quale sperimenta tecniche, realizza allestimenti, sculture e prodotti divenuti pietre miliari del design italiano apprezzato in tutto il mondo.

E poi ancora il cestino per la carta a forma di parte terminale di tubo In attesa e il calendario a parete Formosa, sempre prodotto da Danese. La sedia Tonietta di Zanotta, le pentole Copernico e le posate Piuma, di Zani&Zani.

Ma anche il meraviglioso libro-gioco del 1965, oggi prodotto da Corraini edizioni, considerato tuttora uno dei più interessanti giochi per stimolare la creatività infantile: “Il gioco delle favole“, composto da 6 tavole su cui sono raffigurati animali ed elementi vari della favolistica classica, lascia al bambino la totale libertà di smontare e rimontare gli scenari, come fossero le quinte teatrali della propria personalissima storia.

La figura di Enzo Mari è profondamente legata al fenomeno del Made in Italy, la cui consacrazione e ascesa a livello internazionale arriva con la celebre mostra “Italy: The New Domestic Landscape”, tenutasi al MoMA di New York nel 1972. Tra i protagonisti, oltre a lui, ci sono Vico Magistretti, Ettore Sottsass, Paolo Lomazzi.

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