Elezioni USA 2020, “turbo Trump”: si assottiglia vantaggio di Biden

Il Presidente in carica accorcia le distanze e prova a guastare la festa al democratico: chiedere per dettagli a Hillary Clinton

Confermare Donald Trump per altri quattro anni o eleggere Joe Biden come nuovo Presidente? Questo il dilemma che dovranno sciogliere gli americani il prossimo 3 novembre. Mentre è ufficialmente partito il countdown che ci separa dal giorno del voto, i sondaggi provano ad anticipare i possibile scenari. La spunterà il candidato democratico o l’inquilino della Casa Bianca, repubblicano, in carica?

TURBO TRUMP – Quel che è certo è che il Tycoon non ne vuole sapere di alzare bandiera bianca e gira in lungo e in largo per strappare la riconferma e restare al timone. “Se Biden vincerà distruggerà il Paese”, continua a ripetere il presidente americano.  “Io non sono un politico – incalza -, e tutto quello che ho promesso l’ho fatto”. Così, durante un comizio in Wisconsin, Trump torna a vestire i panni anti-establishment, del tycoon arrivato a Washington alla Casa Bianca per “ripulire la palude” della politica corrotta. “Joe Biden – ha detto – è solo chiacchiere ma nessuna azione”

Joe Biden resta in testa, ma il suo ampio vantaggio (fino a poco tempo fa di 10 punti) su Donald Trump si assottiglia a 7/8 lunghezze. Questo lo scenario delineato dal sito RealClearPolitics, che calcola la media di tutti i principali sondaggi. Battaglia apertissima negli Stati chiave. 

Tante, infatti, le variabili di un’elezione come quella americana: su tutti quella dell’elezione indiretta, per cui gli elettori di ogni Stato eleggono dei cosiddetti “grandi elettori” che si riuniscono nel Collegio elettorale e votano presidente e vicepresidente. Ed ecco che nella partita entra in gioco il principio del winner takes all, per cui il candidato che ottiene la maggioranza dei voti in uno Stato ottiene anche tutti i grandi elettori a questo attribuiti.  Tradotto: vincere il maggior numero di voti a livello nazionale non comporta la vittoria delle elezioni. Ne sa qualcosa Hillary Clinton. 

“Sleepy Joe” – così Trump sbeffeggia il suo avversario – può dormire ancora sonni tranquilli: è in vantaggio quasi ovunque, ma il testa a testa che si profila in Florida, Georgia, Iowa, North Carolina, Ohio e Arizona potrebbe guastargli la festa. Preoccupa, in particolare,  la Florida, Stato che assicura al vincitore un pacchetto remunerativo di grandi elettori, quelli che fanno da ago della bilancia per la vittoria finale: per conquistare le chiavi della Casa Bianca ne servono almeno 270 sui 538. 

Senza contare un’altra incognita, figlia della pandemia: quella  cioè del voto anticipato. Secondo i dati dello Us Electoral Project dell’Università della Florida, oltre 64 milioni di americani, hanno già espresso la propria preferenza, in persona o per posta. Circa la metà di questo early voting interessa gli Stati chiave, quelli cioè che alla fine decideranno se sarà ancora Trump Bis o per l’America si aprirà una nuova era targata Biden. 

 

 

 

 

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