Elezioni USA 2020, Trump arranca: canto del Cigno o Araba Fenice?

Il Presidente degli Stati Uniti ostenta sicurezza in pubblico ma i sondaggi premiano il rivale Biden

Prima della pandemia la riconferma del Presidente degli Stati Uniti in carica alla Casa Bianca era secondo molti poco più di una formalità. 

A complicare i piani di Donald Trump ci ha pensato, contro ogni immaginazione, quello che lui stesso ha ribattezzato il virus cinese. La sua gestione dell’emergenza ha infatti scontentato molti e potrebbe costargli davvero cara.

Le cose, invece, sembrano andare decisamente meglio per il suo avversario, Joe Biden che sarebbe in vantaggio di 17 punti su Donald Trump. Secondo un sondaggio Opinium-Guardian Us, il candidato democratico ha il 57% dei consensi. Trump il 40%.

TRUMP COME SUPERMAN – La strategia del Tycoon è sotto gli occhi di tutti. Basti pensare che secondo quanto riportato nelle scorse ore dal New York Times, il Presidente voleva apparire inizialmente debole davanti al pubblico e poi, aprirsi la camicia e mostrare la maglietta di Superman. Trump avrebbe illustrato l’idea nel corso di alcune telefonate, salvo poi rinunciare.

Intanto, continua a ostentare sicurezza. “Tra 22 giorni torneremo a vincere in Florida e nell’intero Paese”: ha ribadito nel suo primo comizio dopo essere risultato positivo al coronavirus mandando letteralmente in visibilio i suoi sostenitori, accorsi in massa a Sanford, nel Sunshine State.  Poco prima, ovviamente non casualmente, era arrivata la notizia data dal medico della Casa Bianca: Trump è ora di nuovo negativo al Covid. “Sono immune ora. Mi sento forte. Vi bacerò tutti, bacerò le belle donne e tutti, un bacio grande e grosso..”

Il rivale Joe Biden intervenuto in Ohio nel corso di un evento non sta certo a guardare e sferra un nuovo attacco: Donald Trump è un irresponsabile. Ha mentito, non ha detto la verità sulla pandemia e non ha un piano per combatterla”.

Intanto, oltre dieci milioni di americani hanno già votato per le presidenziali americane, un record a 21 giorni dalle elezioni. E’ quanto emerge dai dati della University of Florida, che monitora l’andamento dell’early voting attraverso lo Us Election Project. Nel 2016 a tre settimane dall’Election Day i voti espressi erano molti di meno. L’impennata di quest’anno si spiega soprattutto con il boom del voto per posta, con molti elettori che in tempi di pandemia lo hanno preferito piuttosto che recarsi alle urne il 3 novembre.  

Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato. Trump fa affidamento sul suo popolo che, alla prima uscita pubblica,  lo ha ripagato cantando in coro “Four more years!”, altri quattro anni alla Casa Bianca. La sensazione, insieme ai pronostici di alcuni esperti, è, invece, che il canto del Cigno non sia lontano. Colpi di scena esclusi.  Con il Presidente Trump pronto a rinascere, ancora una volta, dalle proprie ceneri. Come l‘Araba fenice. 

 

 

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