Elezioni con brivido, Puglia e Toscana decidono il destino del Conte-bis 

La partita nella partita: Di Maio, in affanno da tempo insieme al Movimento, si gioca il tutto per tutto sul referendum

Cala il silenzio sulla prima – e speriamo ultima – campagna elettorale dell’era Covid in vista del voto di domani, domenica 20 settembre e lunedì 21 per Regionali, comunali e Referendum sul taglio dei parlamentari.  

Come da copione, lo scontro più aspro è quello andato in scena tra Pd e Lega con il segretario Dem che attacca Matteo Salvini. “Abbiamo preso lezioni e oggi il Pd è il partito più unito e più unitario di tutta la compagine governativa, e si vede, perché noi corriamo non solo per crescere, ma forse per diventare il primo partito italiano”, ha detto Zingaretti. “Far diventare il secondo partito la Lega – ha aggiunto – è un obiettivo a portata di mano, sarebbe molto importante e sarebbe un altro passo in avanti nella costruzione di una prospettiva politica per l’Italia”.

REGIONALI, INCOGNITA PUGLIA E TOSCANA: CHE NE SARA’ DEL CONTE BIS? – Riflettori puntati, in particolare, su Veneto, Campania, Marche, Liguria, Toscana, Puglia e Valle d’Aosta. In Liguria l’uscente Giovanni Toti è insidiato da Ferruccio Sansa, frutto dell’intesa Pd-M5S. In Veneto a sfidare – con poche chances – Luca Zaia – sono Arturo Lorenzoni (sostenuto da una coalizione di centrosinistra) e Enrico Cappelletti (M5S). La partita più si gioca in Toscana dove Eugenio Giani (sostenuto da Pd, Iv e La Sinistra) sfida la leghista Susanna Ceccardi mentre il Movimento schiera Irene Galletti. Nota a margine: una eventuale affermazione della candidata leghista provocherebbe un vero e proprio tsunami nella maggioranza.

Nelle Marche la contesa è tra Maurizio Mangialardi (sostenuto da Pd e Iv e ex CinqueStelle) e il meloniano Francesco Acquaroli con il pentastellato Gianluca Mercorelli come outsider. Alta tensione anche in  Puglia dove l’uscente Michele Emiliano se la vedrà con Raffaele Fitto con le variabili Antonella Laricchia (M5S) e Ivan Scalfarotto (Iv) che, per l’ex pm, rischiano di essere decisive. In Campania a sfidare De Luca – per il quale comunque la riconferma sembra una formalità – sono l’azzurro Stefano Caldoro e la dimaiana Valeria Ciarambino.

Al di là delle smentite di facciata, sembra che il Presidente del Consiglio Conte sia decisamente nervoso. Tutti sanno che una eventuale debacle in Puglia e Toscana avrebbe ripercussioni -non poche- sulla tenuta del Governo che ha già più volte scricchiolato in passato.

LA PARTITA NELLA PARTITA –  Il 20 e 21 settembre gli italiani saranno chiamati a votare per un referendum confermativo sul taglio dei parlamentari. La riforma prevede la riduzione di circa un terzo dei componenti dell’emiciclo. Alla Camera si passerebbe da 630 a 400 deputati, mentre il numero dei senatori scenderebbe da 315 a 200. A differenza dei referendum abrogativi – dove i cittadini possono decidere se bloccare l’emanazione di una legge – in questo caso non è previsto un numero minimo di votanti, il cosiddetto quorum. Per vincere, sarà sufficiente raggiungere il 50% più uno dei voti validi.

Neanche a dirlo, Luigi Di Maio, già in evidente affanno e in crisi di credibilità, si gioca il tutto per tutto in una battaglia che ha visto il Movimento 5Stelle in prima linea. Una eventuale – e probabile –  affermazione del no sarebbe una mazzata, l’ennesima,  dalla quale difficilmente ci si potrà rialzare. 

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