Elezioni, è caos seggi: chi entra per un soffio

Chi sono gli eletti rimasti in bilico che sono entrati in Parlamento dopo il ricalcolo della Cassazione con la proclamazione ufficiale

Dopo due settimane di calcoli quasi astronomici e ripartizioni contorte dei seggi, la Corte suprema di Cassazione ha verbalizzato il risultato del riconteggio dei voti che hanno lasciato in dubbio fino all’ultimo 18 parlamentari della Camera dei deputati. In questo modo è stata finalmente ufficializzata la proclamazione degli eletti del voto dello scorso 25 settembre.

Elezioni, c’è la proclamazione ufficiale: il ricalcolo

Come riportato da Repubblica, tra i 245 eletti con il proporzionale alla Camera, 19 entrano in sostituzione di colleghi già proclamati vincitori nei collegi uninominali, 18 in sostituzione degli eletti in più collegi proporzionali.

Il Rosatellum permette le pluricandidature e prevede dei meccanismi automatici per decidere dove vada proclamato un candidato eletto in più collegi. In alcuni casi sono stati però commessi errori materiali nelle somme dei voti che hanno rimesso in discussione l’elezioni di alcuni candidati. Sei in particolare erano i casi più complicati.

A ricontrollare tutti i verbali ricevuti dalle Corti d’Appello regionali dopo il ricalcolo è stato l’Ufficio elettorale nazionale, composto da cinque magistrati, un segretario verbalizzante e quattro funzionari esperti in statistica.

Nelle ultime i carabinieri stanno consegnando il telegramma ufficiale con la proclamazione ai 400 neodeputati e ai 200 neosenatori che da domani potranno presentarsi a Montecitorio e Palazzo Madama per le pratiche di rito, dalle foto alla consegna del badge (qui per sapere chi ha vinto e chi ha perso alle elezioni).

Elezioni, c’è la proclamazione ufficiale: escluso +Europa

Il primo effetto del riconteggio e della verifica dei verbali di ogni sezione elettorale da parte delle Corti d’Appello competenti fino alla vidimazione della Cassazione, è l’effettiva esclusione di +Europa dal Parlamento.

Il partito di Emma Bonino non ha raggiunto per pochi voti la soglia di sbarramento del 3% e non ha dunque potuto eleggere nessuno dei propri candidati, a partire dalla stessa ex ministra dei Radicali rimasta fuori dal Senato dopo essere stata sconfitta all’uninominale dalla candidata del centrodestra Lavinia Mennuni, nello stesso collegio in cui correva l’ex alleato Carlo Calenda.

Gli unici di +Europa a sedere nell’emiciclo saranno dunque Benedetto Della Vedova e Riccardo Magi, passati all’uninominale con il centrosinistra.

“Noi abbiamo chiesto che le cancellerie delle Corti d’appello competenti in ogni Regione effettuassero con scrupolo tutte le operazioni previste e non si basassero sui dati del Viminale” aveva dichiarato il segretario nazionale, Benedetto Della Vedova.

”Vogliamo che sia fatto un controllo specifico sulla congruenza dei verbali – aveva detto – Faranno il loro conteggio autonomo e poi vediamo cosa succede… Abbiamo semplicemente segnalato che per ‘Più Europa’ i 5-6 centesimi di punto percentuali sono decisivi per essere presenti in Parlamento“.

Per citare un caso per tutti, Giorgia Meloni (qui per sapere quanto guadagna la leader di Fratelli d’Italia) è stata proclamata eletta nell’uninominale dell’Aquila, facendo subentrare i candidati arrivati secondi nelle cinque liste proporzionali che guidava (Lombardia 1, Lazio 1, Sicilia 1, Sicilia 2, Puglia): si tratta rispettivamente di Lorenzo Malagola, Federico Mollicone, Gianluca Caramanna, Manlio Messina e Marcello Gemmato.

Essendo stato eletto in un’altra lista proporzionale in Puglia, quest’ultimo lascia spazio al terzo in lista, Luigi Maiorano, visto che anche la seconda era stata eletta altrove.