Effetto Brexit: l’Inghilterra rischia di perdere Rolls-Royce e Mini

La BMW, proprietaria dei due marchi, sta pensando di chiudere gli stabilimenti nel Regno Unito

Un clamoroso colpo di scena potrebbe a breve cambiare la storia della produzione di Mini e Rolls-Royce in Gran Bretagna. Le conseguenze della Brexit starebbero infatti orientando il gruppo BMW, proprietario dei due marchi, a chiudere gli impianti britannici a causa di una catena di approvvigionamento seriamente compromessa.

Sono tante le aziende che stanno rivedendo la propria posizione in merito alla produzione e agli stabilimenti aperti in Gran Bretagna in considerazione della decisione politica del Regno Unito di lasciare l’Unione Europea. Le difficoltà di approvvigionamento e l’uscita dagli accordi doganali dell’Unione Europea metterebbe in seria difficoltà colossi come BMW e Siemens, che hanno già studiato una strategia per salutare la Gran Bretagna, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro qualora il Governo guidato da Theresa May non cambi idea in merito agli accordi con l’Unione Europea.

A subire i danni maggiori sia l’indotto britannico che gli stessi lavoratori. Nelle fabbriche BMW di Swindon, Hams Hall e Oxford lavorano attualmente all’incirca 6300 addetti alla realizzazione dei propulsori della casa tedesca e all’assemblaggio dei veicoli Mini. La stessa Oxford ha visto diminuire drasticamente il numero di Mini prodotte: il 60% dei modelli prodotti non sono stati prodotti ad Oxford e con la Brexit la situazione potrebbe anche peggiorare.

A preoccupare la casa automobilistica tedesca i mancati accordi in merito alle importazioni delle componenti: il 90% dei materiali utilizzati negli stabilimenti britannici della BMW arriva infatti dal resto del continente ed è impensabile per il gruppo fronteggiare l’aumento dei costi derivati dall’importazione degli stessi con un cospicuo danno al modello di produzione “just in time”. Si tratta di un sistema basato sulla velocità, come spiegato dalla stessa BMW: «Le parti devono raggiungere fisicamente la fabbrica al momento previsto, altrimenti la stessa potrebbe non funzionare più in maniera fluida e affidabile».

Allo stato attuale, come dichiarato dal portavoce della casa tedesca, l’impegno di BMW nel Regno Unito con i marchi Mini e Rolls-Royce non dovrebbe interrompersi improvvisamente, ma a fronte di una strategia a lungo termine la casa tedesca sta pensando di ricollocare le proprie fabbriche chiudendo gli stabilimenti in Inghilterra. Una sola giornata di sosta, infatti, costerebbe all’azienda danni per milioni di euro e la mancanza di accordi sul libero scambio di merci metterebbe a repentaglio l’intero sistema. La “palla”, come spesso accade in questi casi, passa alla politica, che dovrà rassicurare le aziende presenti sul territorio e trovare gli accordi necessari per non intaccare le attività produttive di aziende come la BMW.

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