Draghi, ok al Senato senza record: oggi tocca alla Camera. Strappo M5S

Nonostante la maggioranza ampia, l'ex numero uno della Bce non è riuscito a battere il primato raggiunto da Mario Monti nel 2011.

Con 262 senatori favorevoli, 40 voti contrari e 2 astenuti, alla fine di una giornata lunga e intensa, terminata qualche minuto prima della mezzanotte,  il governo Draghi incassa la  fiducia al Senato, senza tuttavia riuscire a battere il primato raggiunto da Mario Monti nel 2011 con 281 voti a favore: 19 in più di quelli ottenuti ieri. Ma c’è un altro dato politico che fa riflettere: tra i contrari, 15 sono del M5S.

Un discorso programmatico, quello pronunciato dall’ex numero uno della BCE, ad ampio raggio che ha toccato numerose tematiche. Priorità, ovviamente, la lotta alla pandemia (“Nostro dovere è salvaguardare le vite dei cittadini: una trincea dove combattiamo tutti insieme, il virus è nemico di tutti“) ma anche le riforme, in scia all’insegnamento di Cavour: “Le riforme compiute a tempo, invece di indebolire l’autorità, la rafforzano”.

Particolare attenzione alle “ragazze e i ragazzi che hanno avuto, soprattutto quelli nelle scuole secondarie di secondo grado, il servizio scolastico attraverso la Didattica a Distanza che, pur garantendo la continuità del servizio, non può non creare disagi ed evidenziare diseguaglianze”.

Capitolo lavoro – Il governo dovrà proteggere tutti i lavoratori, ma – dice il Premier – sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche. Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi”.

Quanto alla strategia per i progetti del Next Generation EU “non può che essere trasversale e sinergica. Sciolto anche il nodo sulla governance, affidata al MEF.

Centrale il rafforzamento della sanità territoriale, in cima all’agenda la tutela dell’ambiente ma sono le nuove generazioni il cardine del discorso“ogni spreco è torto a loro”, ha detto il Presidente del Consiglio che nella replica serale, ringraziando per la stima accordata ha sottolineato “dovrà essere giustificata, validata dai fatti, dall’azione del governo da me presieduto”.

SILURO A SALVINI – Un discorso lungo, oltre 50 minuti, nel quale molti osservatori hanno letto un messaggio neanche troppo in codice a Matteo Salvini che qualche ora prima, interpellato sulle sue numerose sortite anti-euro rispetto al famoso ‘whatever it takes’ dell’allora presidente della BCE, aveva risposto che “di irreversibile c’è solo la morte”. Ecco perché Draghi ha immediatamente voluto fissare il perimetro: “Questo governo nasce nel solco dell’appartenenza del nostro Paese, come socio fondatore, all’Unione europea, e come protagonista dell’Alleanza Atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali, a difesa dei loro irrinunciabili principi e valori – ha detto Draghi – aggiungendo che “sostenere questo governo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro.

Toni entusiastici dal leader di Italia Viva Renzi che pubblica una foto su Facebook che lo ritrae sulla strada di Palazzo Madama e punzecchia: “Oggi in Senato per votare la fiducia al Governo Draghi. A chi ancora oggi si domanda: ma aveva senso aprire la crisi? Rispondo semplicemente di leggere il discorso del nuovo Premier. E direte insieme a noi: sì, ne valeva la pena”.

IL PROGRAMMA DI GIORNATA – Incassato, dunque, il sì a Palazzo Madama con 262 voti a favore, oggi riflettori puntati su Montecitorio. Questo il programma di una giornata che si annuncia altrettanto intensa: l’intervento del Premier Mario Draghi è previsto alle 9 con l’esito della votazione sulla fiducia atteso dopo le 20.

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