Draghi, è il giorno della fiducia al Senato. Da Recovery a riforme, l’agenda

Subito tensioni, intanto, all'interno della maxi maggioranza: botta e risposta Salvini-Zingaretti sull'euro

E’ il giorno dell’attesissimo discorso di Mario Draghi al Senato per ottenere la fiducia. Il Premier terrà, dunque, le sue dichiarazioni programmatiche alle 10. Il voto, invece, è atteso in Aula attorno alle 22.

Coesione sociale e della politica. Rigore contro le nuove varianti del Covid. Necessità di procedere a passo ancora più spedito nel piano vaccini: il Presidente del Consiglio Draghi prepara il suo esordio in Parlamento. Il suo discorso non sarà lungo – una ventina di minuti circa – e sarà in gran parte incentrato sulle emergenze e le priorità del Paese. Il Covid, innanzitutto. Ma anche il Recovery Plan con la sua forte impronta ambientalista e le tre grandi riforme da mettere in campo: quella del fisco, quella digitale, quella della giustizia civile.

SALVINI-ZINGARETTI, SUBITO SCINTILLE – Intanto, la sua larghissima maggioranza è già solcata dalle tensioni. A poco sembra essere servito l’invito al silenzio rivolto in Cdm dal presidente del Consiglio mirava proprio a sminare possibili polemiche prima del voto di fiducia. E’ già botta e risposta tra il segretario della Lega Matteo Salvini e il leader del Pd Nicola Zingaretti. 

“Euro è irreversibile? C’è solo la morte che è irreversibile”, dice il numero uno della Lega a L’aria che tira. “L’euro e l’Europa sono la dimensione dove pensare e rafforzare il futuro dell’Italia. Dovrebbe essere anche superfluo ripeterlo”, replica via twitter Nicola Zingaretti.

PROVE DI TREGUA – I due, tra l’altro, ieri si sono incontrati alla Camera, come conferma anche il Segretario PD: “Ho visto Salvini ieri per la prima volta nella mia vita. L’ho incontrato innanzitutto perché è giusto dare un segnale di serietà. Penso sia giusto che i partiti debbano collaborare ma non è pensabile che i partiti politici si possano annullare nelle prossime settimane: noi rimaniamo alternativi alla Lega, ma siamo chiamati in questo momento storico a trovare i punti sui quali si deve collaborare. Io almeno dico, mai più una guerriglia quotidiana. Anche in queste ore si dovrebbe evitare di dire cose come quelle sull’Euro, non solo perché sono profondamente sbagliate”, dice Zingaretti, a Cartabianca che prova a uscire dall’imbarazzo.

È un governo migliore del precedente? “È molto diverso e non nascondo che noi avevamo chiesto e, posso dirlo, avremmo preferito una maggioranza politicamente più omogenea che forse avrebbe creato meno problemi. Quindi ci affidiamo ora alla personalità di Draghi”.

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