Draghi, dimissioni e bis senza M5s: l’ipotesi

Conte è al bivio: strappare o restare? Intanto avanza anche un altro scenario, quello di un Governo balneare: ecco cosa può succedere nelle prossime ore

Un’ ipotesi, non la più probabile, ma comunque sul tavolo: il Presidente del Consiglio Draghi potrebbe dimettersi domani, giovedì 14 luglio qualora il Movimento Cinquestelle replicasse in Senato “lo schiaffo” sul dl Aiuti. A rivelare il retroscena, La Repubblica. 

Conte, strappare o restare?

Tutto dipenderà dalla mossa del leader Giuseppe Conte. Qualora decidesse, alla fine, di strappare, cedendo di fatto alle pressioni di una parte del Movimento che spinge per l’appoggio esterno. In questo caso, Mattarella chiederà al Presidente del Consiglio di verificare l’impossibilità di andare avanti con il suo governo attraverso un voto di fiducia. Davanti al parlamento Draghi si presenterebbe con le dimissioni già firmate. Ovviamente, poi bisognerà verificare la disponibilità dell’ex presidente della Banca Centrale Europea a un bis.

Draghi, dimissioni e bis. L’ipotesi

Quel che è certo è che il Premier non ha nessuna intenzione di farsi tirare per la giacchetta, creando un pericoloso precedente. Se cedesse completamente il fianco al Movimento Cinquestelle, poi toccherebbe alla Lega, pronta a presentare l’elenco dei desiderata, in ottica elezioni.

“Come ho già detto il governo con gli ultimatum non lavora e non ha senso. Il resto bisogna chiederlo a Mattarella”. Ha detto ieri Draghi in conferenza stampa dopo l’incontro con i sindacati e replicando a una domanda sulle fibrillazioni nel governo e su un suo eventuale rinvio alle Camere in caso di astensione di M5s sul dl Aiuti. “Ho già detto che per me non c’è un governo senza M5s e non c’è un governo Draghi altro che l’attuale, questa è la situazione”. “Queste fibrillazioni sono importanti – aggiunge – riguardano l’esistenza del governo ma sarebbe ancora “più importante se il governo non riuscisse a lavorare”.

Draghi, ovviamente, strizza l’occhio a Conte ma il punto di caduta non sarà una concessione su tutta la linea. Quando ho letto la lettera (dei 5 stelle) – ha detto in un altro passaggio – ho trovato molti punti di convergenza con l’agenda di governo, quindi l’incontro di oggi con le forze sociali va esattamente in quella direzione”, Draghi ha aggiunto anche che quelli erano “punti che era necessario sollevare”.

Governo balneare?

Al momento, l’ipotesi più probabile, è che il Movimento scelga ancora la strada dell’astensione, non quella del ritiro della delegazione anche perchè Draghi ha i numeri per andare avanti anche senza l’appoggio dei pentastellati.  Intanto, secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano avanza anche un altro scenario: quello cioè di un governo balneare guidato dall’attuale ministro dell’Economia Daniele Franco, Per la legge di bilancio 2023, traghettando il paese al voto ai primi di febbraio.