DPCM della discordia: Governo diviso, monta la protesta nelle piazze

Varato, in tempi record, il Dl ristori ma non basta: da Torino a Catania, passando per Roma cresce la tensione. E Conte torna, per la prima volta, a pronunciare l'impronunciabile: "Lockdown generalizzato"

“Leggo polemiche sulla nostra semplice richiesta al Premier di rivedere il Dpcm. Chiudendo ristoranti alle 18 e chiudendo i luoghi della cultura non diminuiscono i contagiati: aumentano solo i disoccupati. Chiedere di riflettere su basi scientifiche e non su emozioni passeggere è un atto di responsabilità contro la superficialità”. A riaprire il fronte dello scontro all’interno della maggioranza è Matteo Renzi, leader di Italia Viva.

Non si fermano, infatti, le polemiche sull’ultimo DPCM presentato dal Presidente del Consiglio Conte appena tre giorni con le nuove restrizioni che hanno fatto infuriare settori e categorie già in ginocchio.

Il momento è quanto mai delicata con il Governo che prova a cercare il difficile compromesso tra tutela della salute pubblica ed economia. Ma nelle piazze, da Nord a Sud d’Italia cresce la protesta.

Ieri sera a piazza del Popolo e dintorni a Roma in occasione della manifestazione contro l’ultimo DPCM anti-Covid varato dal Governo, lanci di bombe carta, petardi e cassonetti in fiamme. Gli agenti di polizia in assetto anti sommossa hanno disperso i manifestanti grazie all’intervento di mezzi forniti di idranti: 16 i fermati. Bombe carta anche davanti la sede della prefettura di Catania, in via Etnea. Un gruppo di manifestanti a Torino ha distrutto le vetrine di alcuni negozi e saccheggiato i locali.

Oggi, mercoledì 28 ottobre, alle 11.30, in 24 piazze di tutta Italia, si sono dati appuntamento gli imprenditori dei pubblici esercizi per far sentire la propria voce, in maniera pacifica e nel pieno rispetto delle regole, per ribadire l’enorme valore economico, sociale ed antropologico delle proprie attività.

L’esecutivo prova a correre ai ripari. Ieri è arrivato il  semaforo verde, in tempi record, al decreto ristori “che vale complessivamente oltre 5 miliardi che saranno usati per dare risorse immediate a beneficio delle categorie maggiormente penalizzate”, come ha detto il Presidente del Consiglio Conte in conferenza stampa. Ma non basta.

Quel che è peggio è che la curva dei contagi continua a salire (nella giornata di ieri si sono registrati quasi 22 mila contagi e ben 221 morti) e il Premier, dopo mesi, è tornato a pronunciare l’impronunciabile, una frase che finora nessuno aveva avuto il coraggio di rievocare: “lockdown generalizzato”. “Stiamo facendo di tutto per scongiurarlo”, ha detto. Un modo più morbido di dire che non è affatto escluso. 

 

 

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