Dl Rilancio: da scadenze fiscali a scuole paritarie, i nodi ancora da sciogliere

Per venerdì è previsto l'avvio dell'esame in Aula, mentre si avvicina l'ipotesi voto di fiducia. Tante le questioni ancora aperte

Occhi puntati questa settimana sul Dl Rilancio (qui lo speciale QuiFinanza), con la ripresa, nelle ultime ore, dell’esame in Commissione Bilancio della Camera: in particolare, sono giunte 16 riformulazioni di emendamenti di maggioranza e opposizione agli articoli da 1 a 23, sulle quali c’era il parere favorevole dei relatori.

I prossimi passi

Per venerdì, invece, è previsto l’avvio dell’esame in Aula del decreto, mentre l’ipotesi voto di fiducia si avvicina sempre più.

Non è neppure escluso che l’appuntamento subisca un ulteriore slittamento: la Conferenza dei capigruppo valuterà infatti eventuali modifiche del calendario nella riunione che si terrà al termine dei lavori della commissione Bilancio, probabilmente tra mercoledì sera e giovedì mattina.

Il fine settimana è quindi dedicato al confronto tra i gruppi e alle riunioni di Governo e maggioranza, con l’obiettivo di cercare un accordo sulle tematiche che potrebbero essere oggetto di modifica all’interno del Dl Rilancio.

Assunzione psicologi, l’emendamento approvato

Un emendamento che è stato approvato riguarda l’assunzione da parte delle aziende sanitarie, a titolo di collaborazione, di psicologi iscritti all’albo professionale. L’obiettivo della norma è quello di favorire la gestione “delle implicazioni psicologiche e dei bisogni delle persone dovute alla pandemia da Covid 19”. La norma prevede peraltro che gli incarichi di collaborazione possano essere affidati “in numero non superiore ad uno psicologo ogni due unità per un monte ore settimanale massimo di 24 ore”.

Nodi da sciogliere: rinvio scadenze fiscali

Tanti, però, sono i nodi ancora da sciogliere e i correttivi richiesti dalle varie forze politiche. Gli 800 milioni a disposizione consentiranno soltanto dei piccoli interventi sul testo, come alcuni piccoli ritocchi sul superbonus al 110%. Ulteriori misure a sostegno di turismo e settore auto saranno quindi rimandate alla manovra ulteriore prevista per luglio.

Tra i punti più controversi, c’è il rinvio delle scadenze fiscali a settembre per i soggetti Isa, richiesto da Italia Viva e Movimento Cinque Stelle. Ma su un possibile nuovo scostamento di bilancio Forza Italia frena: “Recentemente, anche con il voto determinante del centrodestra, e ce ne prendiamo la responsabilità, sono stati votati due scostamenti di bilancio che hanno aumentato profondamente  l’indebitamento del Paese”, ha affermato Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera.

“Purtroppo l’Italia ha un indebitamento gigantesco. Il tema non è il Mes, la questione di fondo è capire se i due scostamenti di bilancio che noi abbiamo votato non per dare una mano al governo Conte, ma all’Italia – parliamo di 80 miliardi di euro -, servono per dare liquidità alle  imprese, per salvare i posti di lavoro, per pagare la cassa integrazione, oppure se queste risorse servono ai 5 Stelle per i monopattini e per delle piccole marchette che non servono al Paese”, ha proseguito Gelmini. Quindi, l’avvertimento all’Esecutivo: “Forza Italia non è disponibile a votare a scatola chiusa il terzo scostamento di bilancio. O il Governo ci dice per cosa servono queste risorse o altrimenti l’indebitamento ulteriore del Paese se lo vota solo la maggioranza. Così non si può più andare avanti”.

Fondi scuole paritarie

Altro nodo da sciogliere, quello sull’aumento dei fondi per le scuole paritarie, richiesto in particolare da Italia Viva e Partito Democratico. “Le scuole paritarie continuano a esser ancora le grandi escluse dagli aiuti che lo Stato offre per affrontare questa gravissima crisi economica e sanitaria”, afferma su Facebook Gianluca Rospi, deputato e presidente della componente Popolo Protagonista. “Questo nonostante siano, insieme alle statali, coloro che erogano uno dei servizi più importanti per l’intera comunità: l’istruzione. Le scuole paritarie, come oramai noto a tutti, si trovano in grosse difficoltà economiche a causa degli elevati costi da sostenere e se non avranno sostegno economico rischiano di non riaprire a settembre”, conclude.

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