Dl Green Pass, tensione nella maggioranza: cabina regia verso slittamento

Insieme al Decreto. La Lega "double face" fa infuriare Letta, Draghi tira dritto

Un passo avanti e, subito dopo, uno indietro. Risultato? Si resta – se non proprio fermi sul posto, quasi – in scia all’atteggiamento secondo molti ambiguo della Lega che sul Green Pass esteso alla fine dovrà piegare la testa ma darà battaglia fino all’ultimo.

Lega “double face”

Nella giornata di ieri, infatti, Premier Mario Draghi e Governo incassano il ritiro da parte di tutti i partiti della maggioranza – Lega inclusa – , degli emendamenti al dl sul certificato verde in votazione alla Camera: è il grimaldello che permette all’esecutivo il passaggio della fiducia sul provvedimento.

Ma nella maggioranza la tensione resta comunque alta. Matteo Salvini, infatti, annuncia che il suo partito è pronto a votare gli emendamenti di Fdi. E, sul primo voto segreto in Aula spuntano fuori 134 sì alla proposta di soppressione del Green Pass avanzata dal partito di Giorgia Meloni. Voti che, in buona parte almeno, non possono che provenire proprio dalla Lega.

“E’ un partito inaffidabile per il governo, chiediamo chiarezza”, affonda il segretario del Pd Enrico Letta. Cresce la tensione, complice anche il voto delle amministrative ormai alle porte, rischiando di rallentare il percorso sulle riforme indirizzato dal presidente del Consiglio. Ma Draghi non sembra essere intenzionato a deragliare sulla strada delle tensioni parlamentari.

 

Cabina di Regia e decreto a rischio slittamento

Fatto sta che la cabina di regia – della quale si era ipotizzato che potesse svolgersi nella giornata di domani, giovedì 9 settembre – sembra destinata a slittare, insieme al decreto. 

Quel che è certo, però, è che il Governo sembra aver deciso la linea dalla quale difficilmente retrocederà: si fa sempre più concreta, l’ipotesi di un dl unico da adottare sia per i lavoratori della Pubblica amministrazione che ai dipendenti del settore privato.

Dunque, decreto legge unico, composto da un solo articolo, per allargare l’obbligo di esibire la certificazione verde a tutti i lavoratori senza distinzioni. E se , per quanto riguarda la Pubblica amministrazione la partita è chiusa da tempo, con il ministro Brunetta primo sostenitore della misura, nel mondo delle imprese private bisogna ancora trovare la quadra, con i Sindacati che a più riprese si sono detti favorevoli.

Ieri, primo “round” sindacati – Confindustria al termine del quale non è arrivata la fumata bianca: estensione del green pass a tutti i lavoratori solo con i tamponi gratuiti a carico dello Stato potrebbe essere, alla fine, il giusto punto di caduta.

Draghi tira dritto

Insomma, cresce la tensione, complice anche il voto delle amministrative ormai alle porte, rischiando di rallentare il percorso sulle riforme indirizzato dal presidente del Consiglio. Ma Draghi non sembra essere intenzionato a deragliare sulla strada delle tensioni parlamentari.

Tra i macro-temi su cui il Premier si muoverà nei prossimi giorni, anche riforma della concorrenza e del fisco, sulle quali bisogna accelerare. 

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