Decreto sicurezza, scintille Di Maio-Salvini nel governo

Al centro dello scontro, stavolta, le elezioni europee e la proposta grillina sul conflitto di interessi

Dopo il decreto sicurezza, tra i due azionisti del governo, Matteo Salvini e Luigi Di Maio va in scena un nuovo botta e risposta. Al centro dello scontro, stavolta, le elezioni europee e la proposta grillina sul conflitto di interessi. Il 26 maggio “sarà un referendum non elezioni europee” dice ministro dell’Interno a Sanremo in piazza per un’iniziativa elettorale in vista delle elezioni. “Svegliate chi ancora dorme se sperate in qualcosa di nuovo – ammonisce Salvini – dove governa la Lega mi sembra la differenza si veda”.

Salvini non risparmia fendenti anche sul decreto sicurezza bis, fortemente criticato dai grillini: “Qualcuno dei 5 Stelle ha detto non serve. Se hanno proposte in più ben venga, ma non sono accettabili i ‘No punto’ dai colleghi di governo. I signor no non servono” dice.

Pronta la replica di Luigi Di Maio: “Gli italiani dovranno scegliere tra chi si vuole tenere gli indagati nelle istituzioni e chi no, chi abbassa le tasse nei comizi e chi, invece, lo fa davvero, chi aiuta le persone con il salario minimo, come vogliamo fare noi, aumentando gli stipendi, e chi non lo vuole fare, e tra chi dice che la donna deve stare in casa per fare più figli e chi, come noi, pensa che dobbiamo prendere il miliardo di euro che avanza dal reddito di cittadinanza e metterlo in un decreto legge urgente che serva ad aiutare le famiglie che fanno figli e quindi soprattutto alle mamme che oggi festeggiano la loro festa” dice parlando con i giornalisti a San Giovanni rotondo, in provincia di Foggia, a margine di una iniziativa elettorale.

Ma a creare tensioni è anche la legge sul conflitto di interessi annunciata da Di Maio. “E’ nel contratto di governo e si deve fare – insiste il leader politico dei 5S -. Va fatta perché per contrastare la corruzione serve una legge che consenta ai ‘prenditori’, non agli imprenditori, di non avere più santi in Paradiso a discapito di tanti imprenditori”.

Risponde Salvini: “Va bene il conflitto di interessi, va bene l’acqua, va bene il taglio dei parlamentari, va bene tutto. L’emergenza in questo paese però mi sembra si chiami taglio delle tasse, della burocrazia, lavoro e sicurezza. Tutto quello che c’è nel contratto io lo rispetto, tutto quello che serve a lottare contro la corruzione e l’affarismo io lo condivido”, ma, ribadisce “le emergenze di tutto il Paese, e me lo dicono da nord a sud, sono il lavoro, la riduzione delle tasse”.

Poi in serata, in un comizio elettorale a Tortona, in un riferimento al M5S, scandisce: “Agli attacchi dell’opposizione sono abituato, ma quello che ogni tanto mi incuriosiscono non sono i loro attacchi, ma gli insulti di qualcuno che dovrebbe essere un mio alleato e che sta governando con me”. “Ma a me non interessa – dice il ministro dell’Interno – Vado avanti e mantengo la parola che ho dato agli italiani”.

In collaborazione con Adnkronos

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