Decreto scuola, è scontro sui concorsi: i nodi da sciogliere e il ruolo di Conte

Governo spaccato sulla scuola: è scontro sui concorsi, così diventa importante la mediazione di Conte

Il mondo della scuola è stato letteralmente stravolto dall’emergenza Coronavirus: dal blocco delle attività alle lezioni a distanza, fino alla programmazione del ritorno in classe – si spera – già nel mese di settembre, i nodi da sciogliere sono ancora tanti. Una delle questioni più dibattute al momento è quella relativa all’assunzione di nuovo personale docente. Al Governo non si trova un accordo sui concorsi e il decreto scuola, contenente tutte le misure di avviamento del prossimo anno scolastico, rischia così di essere rimandato a data da destinarsi.

Decreto scuola, la posizione dell’Azzolina

Non è servito a niente l’incontro di tre ore di venerdì sera tra il Premier Conte e la Ministra Azzolina (M5s). Quest’ultima, nonostante le pressioni di Partito Democratico e Liberi e Uguali, vorrebbe l’avvio delle prove di selezione per il reclutamento di nuovi insegnanti già a partire da quest’estate.

Per arginare il fenomeno delle cosiddette “classi pollaio” e permettere agli studenti di ritornare in classe a settembre in totale sicurezza servono più docenti, questo è assodato. I concorsi, pertanto, dovrebbero tenersi il prima possibile. Le procedure, ha difatti assicurato la Ministra appoggiata da Italia Viva, possono comunque essere portate a termine arginando l’eventuale rischio contagi, e il tutto si concluderebbe con l’assunzione di nuovi insegnanti dopo una scrematura basata sulla valutazione di titoli ed esami.

Concorsi scuola: Pd e Leu contrari

Di parere opposto alla Ministra Azzolina sono i rappresentati di Pd e Leu. Secondo questi ultimi, infatti, sarebbe più consono – nonché più sicuro e celere – procedere con lo scorrimento delle graduatorie per il reclutamento di nuovi insegnati.

Si tratterebbe, infatti, di chiamare al servizio gente qualificata e in attesa di sistemazione da tempo. Una mossa questa che permetterebbe non solo di ricollocare le risorse all’interno del sistema scolastico già prima di settembre, ma – cosa più importante secondo chi sostiene questa linea – di arginare in parte il fenomeno del precariato all’interno del sistema scolastico italiano.

Il ruolo di Conte

In tutto questo dibattersi si colloca la figura di Conte che, per trovare l’accordo, dovrà riuscire a mediare tra le varie forze politiche. Il ruolo del Premier, dunque, sarà quello di far convergere tutti verso un’unica direzione, compresi quelli vorrebbero seguire la strada dei nuovi concorsi e quelli che invece non sono dello stesso parere.

Il tutto dovrà tradursi dai parole ai fatti, sperando che il decreto scuola veda la luce del sole in tempi brevi.

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