Dall’Euro al green pass, così Draghi ha piegato Salvini 

Tra i tanti meriti del Premier anche quello di aver placato la proverbiale "ira funesta" del leader della Lega, in versione decisamente più accomodante

Sembrano  lontani anni luce i tempi in cui il leader della Lega Matteo Salvini affilava le armi per rendere la vita difficile all’ormai ex Premier Giuseppe Conte. Dalla proroga dello stato di emergenza alle restrizioni, ogni occasione era buona per dare battaglia.

“Non c’è nessuna emergenza sanitaria, chiunque voglia prorogare lo stato d’emergenza è un nemico dell’Italia”. Queste le parole pronunciate dal Leader della Lega a luglio dello scorso anno quando a vestire i panni di Premier era Conte, oggi leader in pectore dei Cinquestelle.

Da quando a Palazzo Chigi è arrivato l’ex numero uno della Bce,  la musica, però, sembra essere decisamente cambiata e Salvini ha dovuto incassare più di qualche colpo.

L’ultima bordata, in ordine di tempo, è arrivata qualche giorno fa sulla questione vaccini. “L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire, sostanzialmente. Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire: non ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno muore”, così Draghi aveva messo  una pietra tombale sulla posizione espressa dal leader della Lega.

Ma, gli osservatori più attenti, fanno notare come il Premier abbia messo le cose in chiaro fin dall’inizio della sua esperienza di Governo quando, nel suo primo discorso in Senato, aveva voluto subito mettere le cose in chiaro, tracciando il perimetro: “Questo governo nasce nel solco dell’appartenenza del nostro Paese, come socio fondatore, all’Unione europea, e come protagonista dell’Alleanza Atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali, a difesa dei loro irrinunciabili principi e valori – aveva detto – aggiungendo che “sostenere questo governo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro”.

Insomma, tra i numerosi meriti di Mario Draghi anche quello di essere riuscito a calmare l’ormai nota “ira funesta” di Salvini. Prova il Consiglio dei ministri di ieri  che si è svolto in un clima piuttosto sereno. Tanto che, nel corso della riunione, lo stesso Draghi ha sottolineato come “l’esame delle misure anti-Covid e il confronto sulla campagna vaccinale” sia avvenuta in “un’atmosfera ben diversa da quella di marzo”. Il Premier, soddisfatto per i risultati di questi mesi, ha ringraziato i ministri per “l’energia profusa” sul Pnrr che è stato “accolto con soddisfazione dalla Commissione Ue”.

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