Da MES a ministeri-chiave, Renzi alza la posta: “maggioranza Ursula” in pole?

Oggi il Presidente della Camera dovrebbe riferire al Colle ma non è esclusa una mini proroga. Conte Ter perde quota

La trattativa non decolla e il Quirinale incalza. Quando lo scorso venerdì il Capo dello Stato Mattarella aveva affidato al Presidente della Camera Fico il mandato esplorativo per verificare l’esistenza di una maggioranza politica a partire dai Gruppi che sostenevano il Governo precedente,  si era capito che la strada sarebbe stata stretta e tutta in salita. 

Nella mattinata di oggi, alle 11, il Presidente della Repubblica sarà alla Cerimonia di presentazione della Relazione sull’attività svolta dal Consiglio di Stato e dai Tribunali amministrativi regionali nell’anno 2020, quindi un’udienza al Colle sarebbe possibile non prima del pomeriggio.

L'”esplorazione” però ha ancora molte zone d’ombra (troppe), tanto che da ieri circola l’ipotesi che Mattarella  potrebbe – a malincuore – accordare una mini-proroga solo però se il traguardo fosse davvero a portata di mano. Altrimenti, inutile perdere altro tempo. Non è un mistero: Mattarella ha fretta di formare la prossima squadra di Governo. L’esito finale è impossibile da pronosticare.  Nessuna novità sostanziale dal maxi tavolo sul programma di ieri a Montecitorio con i capigruppo delle forze di maggioranza e, soprattutto, da Italia Viva nessun cenno al via libera al Conte-Ter.

E anche qualora dovesse arrivare in extremis l’ok all’avvocato di Volturara Appula dovrà essere opportunamente compensato.  Renzi e i suoi, intanto, chiudono categoricamente a un nuovo governo che somigli al precedente. Parola d’ordine: discontinuità da realizzare attraverso cambi strategici nelle caselle chiave. Dopo l’endorsement di Confindustria, Gualtieri dovrebbe tirare un sospiro di sollievo. Destino decisamente diverso per il Ministro Bonafede, titolare della Giustizia, per lui bagagli già pronti. In particolare, IV punterebbe dritto a due ministeri di peso: le Infrastrutture per la fedelissima Maria Elena Boschi e l’Interno per Ettore Rosato. All-in, per il senatore di Rignano sull’Arno, se riuscisse a strappasse anche il MiSe (ipotesi meno quotata). In caso contrario, e più probabile, potrebbe “accontentarsi” di una conferma della Bellanova all’agricoltura.

C’è poi il capitolo MES che potrebbe definitivamente far naufragare il Conte-Ter. La distanza tra IV – che spinge per il sì – e il Movimento Cinquestelle, assolutamente contrario, sembra incolmabile.

Più che crisi di Governo, al momento Governo in crisi ed ecco che torna alla ribalta l’ipotesi mai scartata della cosiddetta maggioranza Ursula sulla quale convergerebbe anche Forza Italia. In quel caso, i numeri al Senato sarebbero ampiamento sufficienti (oltre 200).

DI COSA SI TRATTA? – A coniarla nel 2019, Romano Prodi nell’occasione dell’elezione della Commissione europea Ursula Von Der Leyen che ha visto schierati dalla stessa parte Pd e Movimento 5 Stelle, insieme ai Popolari europei.

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