Da Flat tax a Salva-Roma, i pericoli per la crisi di governo Lega-M5s

Il governo è già alla prova decisiva sul Decreto crescita. ma sono parecchi i dossier su cui l'esecutivo può cadere da un momento all'altro

Lo scontro sul sottosegretario leghista Armando Siri, indagato per corruzione, e poi sulla sindaca di Roma Virginia Raggi, sono solo la superficie di uno rapporto sempre più compromesso tra le due forze di governo e che, secondo diversi osservatori, potrebbe preludere all’incidente decisivo che porti alla crisi di governo. Non necessariamente dopo le Europee, viste le tensioni che accompagnano il voto sul Decreto Crescita ed il relativo “Salva-Roma”, nuovo terreno di confronto.

Salva-Roma
Come noto il M5S ha fatto inserire nel Decreto Crescita la norma per chiudere dal 2021 la gestione commissariale del maxi debito pregresso da 12 miliardi della Capitale e trasferirlo in parte allo Stato. La Lega, dopo aver detto sì, ne chiede ora lo stralcio. Il voto odierno potrebbe già offrire sorprese.

Alitalia
Il piano per l’ingresso del Tesoro come azionista e l’acquisto di circa il 50% del capitale da parte di Ferrovie e Delta è in stand-by per l’assenza di altri partner privati. Atlantia frena, Di Maio rassicura i sindacati e la Lega incalza: “Prenda una posizione chiara”. Non aiuta il fatto che fosse proprio Siri, come sottosegretario alle Infrastrutture, a seguire il dossier prima di essere indagato.

Flax tax
Nonostante la mediazione trovata nella risoluzione di maggioranza successiva al Def, senza numeri né aliquote, le posizioni sulla riforma fiscale restano distanti: Salvini vuole una flat tax al 15% fino a 50mila euro. Di Maio chiede un avvio più graduale con il sostegno “al ceto medio” ed il mantenimento della progressività.

Sicurezza
Il Viminale ha attribuito maggiori poteri ai prefetti tramite una direttiva firmata da Matteo Salvini. Con l’altro vicepremier, Di Maio, che si schiera con i sindaci: “Chi governa lo scelgono i cittadini. È l’abc della democrazia”.

Autonomia Regioni
Sul tema autonomia di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna si sono schierate su fronti contrapposti due ministre. La titolare M5S per il Sud, Barbara Lezzi, ha recapitato al Carroccio il messaggio di “non aver paura di un dibattito in Parlamento”. La collega agli Affari regionali Erika Stefani ha chiarito: sul tema la Lega non arretra.

Famiglia e diritti
Le frizioni sono esplose con il Congresso di Verona col patrocinio del ministero guidato dal leghista Fontana, presente Salvini. Un inno alla famiglia “naturale”. Per Di Maio: “Nuovo Medioevo. Lì c’è chi vuole negare i diritti degli altri”. Lontani anche sul Ddl Pillon (Lega) sull’affido condiviso.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Da Flat tax a Salva-Roma, i pericoli per la crisi di governo Lega...