Da corsa al Quirinale a grana sciopero: i giorni caldi di Draghi

Legati a doppio filo alla proroga dello stato di emergenza.

La persona più potente d’Europa è Mario Draghi secondo Politico.eu che in un’analisi della situazione italiana sottolinea come l’ex BCE “governando l’Italia da tecnocrate, ha dato una mano ferma alla politica nazionale”.

Con Draghi, che “non è allineato ad alcun partito”, il nostro Paese “ha un leader che può trascinare il Paese nel cuore degli affari europei” e l’uscita di scena di Angela Merkel “gli apre uno spazio come leader de facto dell’Ue.

Il Presidente del Consiglio, insomma, è l’uomo del momento, tirato per la giacchetta dai partiti che si dividono tra quanti lo vorrebbero ancora nei panni di Premier e quanto lo vedono come sostituto ideale di Sergio Mattarella che – con grande probabilità – non sembra intenzionato a concedere il bis. Il diretto interessato fino ad oggi ha scelto la strada del silenzio ma secondo quanto ricostruito da diversi organi di stampa, l’idea di occupare la casella più ambita della politica italiano lo stuzzicherebbe e non poco.

 

Colle, Draghi ci pensa: il piano

Sulla strada che porta al Colle però non mancano gli ostacoli: il primo è senza dubbio lo stato di emergenza. La possibile proroga – o meno – è infatti un nodo strettamente politico.

Il ragionamento di Draghi – scrive Il Giornale“è semplice: sa bene che i partiti, Lega in primis, sono contrari a una nuova proroga. E dunque la decisione sullo stop allo stato di emergenza, che libererebbe il premier per l’elezione del presidente della Repubblica, sarà affidata ai leader politici”.

“Il sospetto, che ora diventa quasi certezza – si legge ancora – è che Draghi non voglia prorogare lo stato di emergenza, per tuffarsi poi anima e corpo, dal primo gennaio 2022, alla corsa per il Quirinale. Ma lavora per scaricare la responsabilità della scelta sui partiti. In caso contrario, proroga dello stato di emergenza, il premier avrebbe qualche difficoltà a mollare la guida del Paese con una situazione emergenziale”.

Stato di emergenza, proroga in bilico?

Anche in quest’ottica, sembra che, diversamente da quanto accaduto fino ad oggi, Draghi starebbe pensando di  affidarsi alla politica anzichè alla scienza con la scelta che dovrebbe essere affidata ai capidelegazione.

Al momento, due le opzioni sul tavolo, che richiedono comunque un intervento legislativo. La prima: una mini-proroga fino ad aprile.  La seconda prevede lo stop allo stato di emergenza dal primo gennaio 2022: in questo caso,  i poteri commissariali del generale Figliuolo sarebbero trasferiti in capo alla Protezione Civile che manterrebbe il coordinamento della campagna vaccinale oltre che delle altre attività connesse all’emergenza.

Meloni (ri)apre a Berlusconi

Nel frattempo si naviga a vista e continuano le grandi manovre politiche per individuare il sostituto di Mattarella. Nelle scorse ore è arrivata la mossa a sorpresa di  Giorgia Meloni. Un patriota al Quirinale. Chi? Uno come Silvio Berlusconi. La leader di Fratelli d’Italia chiudendo la convention di Atreju incorona ufficialmente il Cavaliere rivendicando per il centrodestra il diritto a eleggere il prossimo presidente della Repubblica. “La pacchia è finita. Alle prossime elezioni del Quirinale il centrodestra ha i numeri per essere determinante e noi vogliamo un presidente eletto per fare gli interessi nazionali e non del Pd”.

Intanto, CGIL e UIL hanno confermato lo sciopero generale in programma il 16 dicembre che apre uno squarcio tra parti sociali ed esecutivo proprio nel momento in cui la pandemia ha ripreso a correre. Ieri nel nostro Paese si sono registrati oltre 19mila nuovi casi con il tasso di positività in netta risalita. 

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