Da Comunali a corsa al Colle, le incognite sulla strada del Governo

Intanto, il Premier Draghi tira dritto sulle riforme.

Fine settimana col fiato sospeso per la politica italiana che guarda, decisamente con interesse, a Roma dove la partita per l’elezione del Sindaco è tutt’altro che chiusa: la spunterà il candidato del Pd Gualtieri o quello sostenuto dal centrodestra Michetti? L’ago della bilancia potrebbe essere – ironia della sorte – proprio la sindaca uscente, Virginia Raggi che, al momento però, non si sbilancia.

“Non darò indicazioni di voto al ballottaggio. La mia è una posizione corretta perché tende a non influenzare alcuno”, ha detto la pentastellata a margine dell’incontro con Gualtieri, durato decisamente di più di quello con Michetti. Segno – per qualcuno – che tra i due c’è più feeling politico.

Al netto dei risultati c’è un altro dato che non è sfuggito ad esperti ed analisti: una fetta consistente della maggioranza – Lega e Cinquestelle – è uscita dalla tornata elettorale delle Comunali se non con le ossa rotta, quasi. E le tensioni – finora  tenute sotto controllo – potrebbero esplodere da un momento all’altro. La domanda che tutti si fanno è come questo potrebbe influire sulla solidità dell’esecutivo guidato da Mario Draghi che però, per ora, tira dritto, non curante (almeno questa è l’impressione) di quanto succede intorno.

Come scrive il Messaggero,  la tabella di marcia è fissata: il Presidente del Consiglio si presenterà alla cabina di regia e in CdM con l’obiettivo di andare avanti sulla delega fiscale. Tradotto: “chi vuole sfilarsi, lo faccia sulle riforme, perché la linea di Palazzo Chigi non cambia”.

La corsa per il Colle

E proprio in un contesto “fluido” si inserisce anche la Corsa al Quirinale. Con il quasi certo addio del Presidente della Repubblica Mattarella (al netto di ancora possibili colpi di scena che porterebbero ad un incarico bis), il nome di Draghi come possibile sostituto si fa sempre più insistente.

“Mina” centrodestra

Se i rapporti tesi tra Lega, Pd e Cinquestelle non sono certo una novità, c’è da fare i conti con la “mina” centrodestra e i rapporti tra Salvini e Meloni la cui ascesa infastidisce non poco il leghista che, nell’ultimo periodo, perdi consensi.  Dal canto suo la leader di Fratelli d’Italia punta alle elezioni con l’obiettivo di mettere a frutto il più possibile il tesoretto di voti accumulato in questi mesi di opposizione, sfruttando la debolezza del “collega”, fino a poco tempo fa, di opposizione, ma oggi al Governo, dunque, nel fuoco di fila delle critiche ( anche in scia ad alcune decisioni – vedi obbligo green pass – che decisamente poco sono piaciute al suo elettorato).

Governo, quali scenari?

Intanto, riflettori puntati sui ballottaggi in programma sabato 17 e domenica 18 ottobre: una volta che sarà ufficiale, in particolare, il nome del Sindaco della Capitale, un altro tassello si aggiungerà ad un puzzle, che a livello nazionale resta complicato con i partiti – parte della maggioranza – pronti ad affilare le armi in vista delle elezioni. A quel punto, addio alla convivenza (più o meno) pacifica di questi mesi, complicando i piani del Governo. 

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