Dopo il Cura Italia e il dl Liquidità, arriva il terzo decreto economico

Sul tavolo del Governo diverse misure che andrebbero a potenziare l'impianto già previsto a marzo e ad aggiungere nuovi provvedimenti

Dopo il Cura Italia (qui lo speciali QuiFinanza) e il dl Liquidità, eccolo il terzo decreto economico che il Governo sta mettendo sul tavolo. Secondo le prime indiscrezioni, dovrebbe arrivare la prossima settimana il nuovo pacchetto di misure voluto dalla squadra di Gualtieri.

Pacchetto enti locali

Ciò che si sa per il momento è che il nuovo decreto dovrebbe prolungare e affinare, migliorandole, le misure già previste a marzo e varare interventi nuovi. Tra questi, si parla di una serie di provvedimenti, come un pacchetto per gli enti locali che dovrebbe prevedere:

  • congelamento del pagamento dell’Imu e della Tasi di aprile e maggio, prevedendo per i Comuni più in difficoltà l’intervento di un fondo ad hoc per la garanzia pubblica
  • slittamento di plastic e sugar tax a gennaio 2021
  • estensione del credito d’imposta sugli affitti, oggi previsto per botteghe e negozi, anche ad hotel, ristoranti e bar.

REM

Tra le nuove misure anche il Reddito di emergenza da 400-500 euro sostenuto dal Movimento 5 Stelle in favore di quanti rimasti fuori dalle misure di marzo: badanti e colf in primis, più tutta una serie di categorie che rientrano nel lavoro saltuario e raggrupperebbe i lavoratori in nero, circa 3,7 milioni di persone, per lo più al Sud.

C’è anche una piccola, ma rilevante, novità: per il via libera al provvedimento il Cdm dovrà anche approvare un secondo scostamento del deficit da sottoporre al via libera del Parlamento, poiché con il dl marzo l’esecutivo ha usato tutto il margine di cui disponeva.

Il rapporto deficit-Pil

Tradotto, il rapporto del 3,6% del dl Cura Italia con una manovra da 30 miliardi tutta in deficit salirebbe al 5,4% circa. Rapporto che andrebbe crescendo se il Governo aumentasse lo stanziamento facendo leva solo sul disavanzo. Vero è che l’opzione di ricorrere ai circa 11 miliardi di fondi europei del budget 2014-2020 non ancora spesi potrebbe ridurre l’onere sul deficit.

Staremo a vedere nei prossimi giorni come verranno bilanciate le due voci – deficit e fondi Ue – e sul tutto inciderà la nuova stima di crescita, da inserire nel Documento di economia e finanza atteso al varo subito dopo o insieme al decreto.

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