Juventus, indagato per truffa il fratello di Cristiano Ronaldo

Dopo quella su Paratici, un'altra inchiesta si abbatte sulla Juventus: Hugo Dinarte Santos Aveiro, fratello di Cristiano Ronaldo, è indagato dalla procura di Torino per truffa

La procura di Torino ha recapito un’informazione di garanzia a Hugo Dinarte Santos Aveiro: il fratello di Cristiano Ronaldo, asso della Juventus, è indagato per truffa. Si tratta della seconda inchiesta in pochi giorni che travolge il club, dopo quella relativa al caso Suarez e all’iscrizione nel registro degli indagati di Fabio Paratici, dirigente bianconero.

Fratello di Cristiano Ronaldo indagato per truffa: chi è Hugo Dinarte Santos Aveiro

Hugo Dinarte Santos Aveiro ha 45 anni ed è il fratello maggiore di Cristiano Ronaldo. Si occupa in prima persona della gestione del brand CR7, che garantisce al campione milioni di euro grazie agli sponsor. Si occupa del merchandising dell’asso portoghese attraverso la società Mussara Lda, oltre a sovrintendere il museo biografico CR7 sull’isola lusitana di Funchal.

Perché il fratello di Ronaldo è indagato per truffa

Il fratello di Cristiano Ronaldo è indagato: l’ipotesi di reato è di truffa per un contratto da 500 mila euro. Secondo la procura di Torino, infatti, avrebbe stretto un accordo da migliaia di euro con l’azienda torinese Pegaso. Le magliette, dopo essere state prodotte senza l’autorizzazione del club, sarebbero poi state sequestrate su richiesta della Juventus, perché molto simili a quelle originali.

La vicenda, raccontata dalla Stampa, è nata da una battaglia legale tra la Pegaso e la Juventus, ancora in corso al tribunale civile. Ad agosto 2019 il club ha chiesto e ottenuto il sequestro di 13 mila magliette prodotte dalla ditta torinese, accusandola di averle realizzate senza averne i diritti.

Dal canto suo, la Pegaso ha invece dichiarato di aver proceduto dopo aver firmato un accordo con la società Mussara Lda, che fa capo proprio al fratello di Cristiano Ronaldo. L’accordo sarebbe costato a Rocco Valenti, patron della Pegaso, 500 mila euro più 150 mila euro pagati a una società intermediaria spagnola, che avrebbe monitorato la qualità dei prodotti. Il marchio apposto sulle magliette sarebbe ‘CR7 Museu‘, anche quello collegato a Hugo Dinarte Santos Aveiro.

Il più grande dei fratelli Ronaldo ha invece negato di aver concesso l’autorizzazione alla produzione, bloccata dopo la realizzazione (e il sequestro) di 13 mila magliette, ritenute identiche nei colori al modello registrato da Adidas. Non sono state vendute, ma sono state acquistate dalla Mussara a 4 euro l’una (invece di 40), per poi destinarle al macero.

Un primo tentativo di riconciliazione economica sarebbe andato a vuoto: da lì sarebbero scattate le querele che hanno fatto partire l’inchiesta de magistrati torinesi.

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