Crisi, Palazzo Chigi sferra la contromossa: “Se Renzi ritira i ministri, fuori da prossimo esecutivo”

Il Premier Conte pronto ad andare al muro contro muro. Riflettori puntati sul CdM in programma stasera

Ancora poche ore e sapremo cosa succederà al Conte-Bis mentre l’asticella della tensione continua a salire. Renzi è pronto allo strappo ma Palazzo Chigi non sta a guardare e sferra la contromossa: “Se Renzi si sfila, un nuovo esecutivo con Iv è impossibile”, questo il messaggio che trapela.  Intanto il PD, Zingaretti in testa, prova a mediare fino all’ultimo.

Sembra essere oggi, martedì 11 gennaio, la giornata che svelerà l’epilogo della crisi (finora solo minacciata) che si trascina ormai da un mese, in scia alle richieste del leader di IV Matteo Renzi, in pressing sul Presidente del Consiglio Conte da diversi giorni al quale chiede un cambio di marcia in particolare sul Recovery Plan, che stasera finirà sul tavolo del CdM in programma alle 21.30 che, con ogni probabilità, si trasformerà nella resa dei conti finale.

Secondo quanto ricostruisce oggi il Corriere della Sera, Renzi lascerà, infatti, che Bellanova e Bonetti votino il Recovery per non mettere in pericolo il tesoretto in arrivo dall’Europa (un rischio che nessuno vuole correre, specie con il Paese alle prese con la seconda ondata della pandemia che rischia di peggiorare nei prossimi giorni quando scopriremo gli effetti del Natale sulla curva dei contagi) poi staccherà la spina, dando il via a quella che un parlamentare del M5S bolla come “manovra di palazzo, studiata per spaccare l’asse con il Pd per poi andare allo sfascio”. Non è più mistero ormai che più che su un Conte Ter, Renzi spinga con forza nella direzione della sostituzione del Premier.

Al momento, nella partita più delicata, tutti giocano a carte coperte, a colpi di dichiarazioni sibilline che lasciano aperti tutti gli scenari.

“Facciamo un passo per volta. Per adesso possiamo dire che sul Recovery abbiamo portato un risultato, non per noi, ma per il Paese, perché è stato abbondantemente modificato. Ora valuteremo merito per merito le singole questioni. Per quanto riguarda la situazione più complessiva è evidente che rimangono delle problematiche aperte, rispetto ad esempio la questione sanitaria”, ha detto questa mattina la Miinistra delle Politiche Agricole e senatrice di Italia Viva, Teresa Bellanova, intervenendo a “Radio Anch’io” su Radio Raiuno, nel rispondere a una domanda sulle eventuali dimissioni della delegazione di Italia Viva al governo, dopo la presentazione del Recovery plan, ieri sera, da parte del governo.

“Noi lavoriamo per costruire, il momento è così difficile. Dobbiamo assolutamente mettercela tutta per offrire risposte ai cittadini”, le parole pronunciate ieri dal Premier che però, in queste ultime ore, sarebbe tentato di andare alla cosiddetta “conta”, sfidando di fatto il leader di IV in Senato. Una linea dettata dal Portavoce Casalino, nonostante le smentite arrivate nelle scorse ore. Resta, ovviamente, saldamente in pista l’ipotesi di un Conte-Ter in scia allo scenario di una crisi pilotata con successivo rimpasto. 

Il Colle resta alla finestra, a dir poco preoccupato dei possibili scenari in una fase di grande incertezza per il Paese cui potrebbe aggiungersene altra. A questo punto, comunque, può succedere di tutto – ragiona Conte con i collaboratori — Se Renzi apre la crisi io devo prenderne atto e decidere con il presidente della Repubblica cosa è meglio fare. Ma nei libri di storia deve restare traccia che questa situazione difficile non l’ho voluta io”.

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