Crisi governo, primo giro di poker per Iv, Pd, Leu e Europeisti

Se ieri al centro delle consultazioni vi è stato il dettaglio dei numeri parlamentari oggi Mattarella chiederà alle delegazioni di esprimere le proprie intenzioni, quale premier propongono, con quale programma e con quale maggioranza assoluta

Dopo l’apertura delle consultazioni ieri con i presidenti delle Camere Elisabetta Casellati e Roberto Fico, sale la tensione al Quirinale dove oggi è previsto l’avvio dei colloqui con i gruppi parlamentari. I primi a incontrare il presidente della Repubblica saranno, alle 11.50, i rappresentati del nuovo gruppo Europeisti-Maie-Centrodemocratico. A seguire, alle 17.30, l’atteso confronto con Italia viva 
e, un’ora dopo, i colloqui con Leu e Pd. Domani sarà, invece, il turno di M5s, Lega, Fi e Fdi.

Se ieri al centro delle consultazioni vi è stato il dettaglio dei numeri parlamentari oggi Mattarella chiederà alle delegazioni di esprimere le proprie intenzioni, quale premier propongono, con quale programma e con quale maggioranza assoluta. Al momento M5s, Pd e Leu sostengono l’ipotesi Conte ter. Stessa proposta dovrebbe giungere dal neonato gruppo Europeisti-Maie-Centrodemocratico.

Italia Viva, dal canto suo,  ha detto che al Colle non farà il nome di Conte ma non chiude a Di Maio e, guardando al Pd, lancia la sfida su Paolo Gentiloni. Nella riunione di ieri sera Matteo Renzi ai suoi ha detto che si farà di tutto per costruire un governo politico, non si escludono altri tipi di governo, si esclude di sicuro un esecutivo con la destra e il ricorso al voto anticipato, non perché Italia viva abbia paura delle urne in quanto andrebbe come aggregazione delle forze liberali, ma perché non è possibile consegnare l’elezione del Capo dello Stato al centrodestra. “Noi non poniamo veti su Conte e non subiamo veti da nessuno ma sicuramente non c’è solo Conte. Quello che ci interessa è come si affronta la crisi. Non discutiamo gli uomini, discutiamo prima dell’impianto programmatico”, ha affermato la presidente di Iv ed ex ministro Teresa Bellanova.

Commentando i rumors sull’ipotesi di un premier 5 Stelle, con particolare riferimento al ministro degli Esteri, il Movimento cinque stelle si dice “compatto intorno alla figura di Giuseppe Conte”. “Tirano in ballo il mio nome col chiaro intento di mettermi contro il presidente Conte. Sanno benissimo che sto lavorando al fianco con lui, con la massima lealtà, per trovare una soluzione a questa inspiegabile crisi”, ha commentato il ministro Luigi Di Maio.

Alla delegazione Pd è stato dato dunque mandato di proporre al presidente della Repubblica l’incarico a Conte. “Io condivido e chiedo il mandato sulla proposta a Mattarella di un incarico a Conte per dare vita ad un governo che raccolga il suo appello a un nuovo governo europeista che possa contare su ampia base parlamentare”, ha affermato Nicola Zingaretti in direzione Pd. Anche grazie al Recovery plan “non dobbiamo avere come obiettivo di restaurare l’Italia che c’era prima ma costruirne una nuova. Per questo non si può consegnare a questa destra il nostro Paese”, ha aggiunto Zingaretti. “Il tema del rapporto con Iv non ha nulla a che vedere con il risentimento per il passato ma di legittimi dubbi fondati per il futuro – ha affermato ancora -. Nessun veto ma un aspetto politico da tenere in considerazione perché verremo giudicati in merito alla sincerità e credibilità delle parole per definire il governo che decideremo insieme di sostenere”.

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