Crisi Governo: Draghi si dimette, il Colle respinge. Che succede ora?

Il Presidente del Consiglio si presenterà in Parlamento nella giornata di mercoledì 20 luglio: in quell'occasione scopriremo se farà marcia indietro o tirerà dritto

La crisi di Governo è iniziata ufficialmente alle 18.45 di ieri, giovedì 14 luglio, quando cioè il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha annunciato di voler rassegnare le proprie dimissioni. Ma facciamo un passo indietro: tutto è iniziato qualche ora prima quando in Senato è sì passato l’ok alla fiducia al dl Aiuti ma senza il sostegno del M5s che  – come già successo alla Camera – al momento del voto ha disertato l’Aula.

Draghi si dimette, è crisi

A quel punto il Premier è salito al Colle per un breve colloquio con il Capo dello Stato Mattarella, quindi si è presentato in Consiglio dei Ministri per annunciare la volontà di dimettersi.

“Voglio annunciarvi che questa sera rassegnerò le mie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio Mario Draghi nel Consiglio dei Ministri lampo durato appena il tempo di comunicare la sua decisione.

Venuto meno Patto di fiducia

“Dal mio discorso di insediamento in Parlamento ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di Governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia. Questa compattezza è stata fondamentale per affrontare le sfide di questi mesi. Queste condizioni oggi non ci sono più“, si legge nel comunicato diffuso a margine del CdM.

“Le votazioni di oggi in Parlamento sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico. La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c’è più. È venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di Governo”.

“In questi giorni da parte mia c‘è stato il massimo impegno per proseguire nel cammino comune, anche cercando di venire incontro alle esigenze che mi sono state avanzate dalle forze politiche. Come è evidente dal dibattito e dal voto di oggi in Parlamento questo sforzo non è stato sufficiente”. “Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto, in un momento molto difficile, nell’interesse di tutti gli Italiani”.

Colle congela le dimissioni

Il Quirinale ha deciso di respingere le dimissioni rinviando la discussione alle Camere dove Draghi si presenterà nella giornata di mercoledì 20 luglio. “Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa sera al palazzo del Quirinale il presidente del Consiglio dei ministri, professor Mario Draghi, il quale ha rassegnato le dimissioni del governo da lui presieduto. Il presidente della Repubblica non ha accolto le dimissioni e ha invitato il presidente del Consiglio a presentarsi al Parlamento per rendere comunicazioni, affinché si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si é determinata a seguito degli esiti della seduta svoltasi oggi presso il Senato della Repubblica”.

Che succede ora?

È in quell’occasione, nell’ennesima lunghissima giornata per la politica italiana, che sapremo se l’ex BCE farà marcia indietro, in scia alle pressioni di quanti gli chiedono di restare, oppure tirerà dritto per la sua strada, ripassando così la palla al Quirinale.