Crisi Governo, Conte rottama Renzi: sfida decisiva al Senato, numeri sul filo

Oggi il Presidente del Consiglio tenta il bis: manderà in soffitta (dopo Salvini) anche l'altro Matteo?

Da rottamatore a rottamato il passo potrebbe essere decisamente breve. Dopo aver incassato, nella giornata di ieri, la fiducia alla Camera con 321 sì, il Presidente del Consiglio Conte si presenta oggi al Senato dove si gioca la vera partita nel duello con il leader di IV Matteo Renzi.

DUE MATTEO E DUE RING – La strategia del Premier è chiara: per ora ha schivato il colpo ma ha messo la mano sulla canna del fucile preparando quello del ko politico, proprio come accadde con l’altro Matteo: Salvini che si è dovuto accomodare all’opposizione. 

L’esito finale, comunque, non è affatto scontato e tutti gli scenari sono aperti anche perchè a Palazzo Madama i numeri sono sul filo. 

MAGIC NUMBER 161 – Si cerca, dunque, quello che da giorni è stato ribattezzato il gruppo di costruttori in grado di garantire una maggioranza assoluta a Palazzo Madama, dove di fatto si giocherà la vera partita. Grazie all’astensione di Iv, però, potrebbe anche bastare una maggioranza relativa, sufficiente per tenere in piedi il Governo ma non a risolvere i problemi. I numeri sono risicati (al momento si aggirano in una “forchetta tra 151 e 154 anzichè i 161 necessari) e un risultato al di sotto delle aspettative, metterebbe Conte seriamente nei guai.

Non a caso, ieri, nel corso del lungo intervento davanti ai deputati, durato oltre un’ora, è arrivato l’appello del Presidente del Consiglio alle forze parlamentari con visione europeista che “hanno a cuore le sorti dell’Italia: aiutateci a ripartire, aiutateci a sanare la ferita provocata dalla crisi“, ha detto apertamente.

Italia Viva, intanto, sembra essere orientata a confermare l’astensione anche se – stando alle indiscrezioni – qualcuno sarebbe tentato dal No alle comunicazioni.  Le opposizioni, compatte, hanno invece chiesto al Premier di fare un passo indietro. Particolarmente duro l’intervento di Giorgia Meloni (FI): “Da Conte un delirio di onnipotenza“, ha detto.

RENZI, FIGLIOL PRODIGO? – Allo stato, i margini per una ricucitura con Renzi sembrano decisamente stretti. Ieri, il Premier Conte – che non ha mai citato apertamente Matteo Renzi – ha ribadito che innescare la crisi durante la pandemia è stato un atto di “grave irresponsabilità.”. C’era davvero bisogno di aprire una crisi politica in questa fase? “No”, ha detto il Presidente del Consiglio.

 

 

 

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