Chi sono i big della politica che rischiano il posto in Parlamento

Nomi altisonanti e volti noti della politica rischiano, per scelta personale o di partito, di non avere rinnovato il posto in Parlamento

La crisi di governo aperta dalla voglia di cambiamento del Movimento 5 Stelle e proseguita col muro alzato dal centrodestra che non si è presentato in Senato al voto di fiducia al premier Mario Draghi, ha portato inevitabilmente alla caduta del governo. Dopo le dimissioni del presidente del Consiglio e la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul decreto di scioglimento delle Camere, è arrivata anche la data per le prossime elezioni che daranno all’Italia i nuovi componenti del Parlamento.

Il prossimo 25 settembre gli italiani saranno chiamati a votare e a scegliere i nuovi deputati e senatori che, dal 13 ottobre circa, potranno avviare i lavori in Parlamento. Ma ci sono tanti nomi di big che rischiano il posto, tra scelte personale di farsi da parte e quelle dei partiti che potrebbero escluderli dalle poltrone di Montecitorio e Palazzo Madama.

I big che rischiano il posto

Diversi sono i nomi altisonanti, e volti noti della politica degli ultimi anni in Italia, a rischiare il posto. Nel prossimo Governo, infatti, potrebbero mancare figure di spicco per tanti partiti, personaggi che hanno fatto la storia della politica dell’ultimo decennio che potrebbero non trovare posto tra gli scranni più ambiti. Tra questi è sicuro di non esserci Pierluigi Bersani, che da tempo ha reso nota la decisione di allontanarsi dalla carriera nelle istituzioni decidendo volontariamente di non prendere posto nelle liste elettorali. Anche Roberto Giachetti ha deciso di fare un passo indietro per lasciare posto agli altri.

Dalle liste del Partito Democratico rischiano di scomparire nomi celebri come Piero Fassino (arrivato a sei legislature), ex ministre come Barbara Pollastrini (sei legislature), Roberta Pinotti (cinque) e Marianna Madia (tre), pronta a impegnarsi alle elezioni regionali del Lazio.

A subire un profondo restyling potrebbe essere anche Forza Italia, che sarebbe pronta a perdere ulteriori “pezzi da 90” (qui vi abbiamo parlato della data del vertice della destra con Berlusconi, Meloni e Salvini). Dopo gli addii di Brunetta e Gelmini, e con Mara Carfagna in pausa di riflessione, rischiano di uscire dal Parlamento altri nomi che rimandano ai tempi d’oro degli azzurri al Governo. Dall’ex ministra Stefania Prestigiacomo all’ex presidente del Senato Renato Schifani, in bilico ci sono anche Simone Baldelli, Catia Polidori, Elvira Savino e Renata Polverini. E a salutare le poltrone di Palazzo Madama potrebbe esserci anche Adriano Galliani, che tornerà a mettere il massimo impegno per il suo Monza in Serie A (qui vi abbiamo parlato di quanto è stato speso a Monza per la conquista della A).

M5S, la crisi porta via tanti nomi

C’è chi ha voluto la crisi e, suo malgrado, dovrà anche affrontare una crisi interna. Dopo i numerosi addii dovuti alla scissione post-guerra tra Conte e Di Maio, il Movimento 5 Stelle rischia di dover fare a meno di tanti big per la prossima legislatura. Tra coloro che sembrano arrivati al capolinea ci sono l’ultimo presidente della Camera Roberto Fico, ma anche Danilo Toninelli, Carlo Sibilia, Vito Crimi e Alfonso Bonafede.

Su questi nomi, infatti, pesa la storica tagliola dei due mandati per il Movimento che è da sempre il primo vero cavallo di battaglia dei grillini. Il regolamento interno dei partiti varia, ma i pentastellati sono da sempre i più severi e a differenza di Pd (tre mandati) e Forza Italia (quattro), per i parlamentarsi M5S non sembrano esserci deroghe in vista di un nuovo impegno nella prossima formazione politica che si metterà al lavoro col futuro Governo.