Crisi di Governo, perché bisognerebbe evitare le elezioni anticipate

Crisi di Governo, i rischi a cui l'economia italiana va incontro in caso di elezioni anticipate

Il Governo sembra aver imboccato ormai la strada verso la crisi. Salvini è deciso: vuole le elezioni anticipate, ma questo potrebbe costare caro all’Italia.

Se il Governo cade, nell’attesa che se ne formi un altro, di fatto non sarà possibile varare una nuova manovra economica in tempo.

Ad esprimersi sulla mozione di sfiducia di Salvini (decidendone tempi di discussione e votazione della stessa) sarà il Parlamento durante gli incontri fissati lunedì 12 agosto al Senato e martedì 13 alla Camera dei Deputati. Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, invece, toccherà decidere se sciogliere o meno il Governo e, di conseguenza, indire nuove elezioni.

In alternativa allo scioglimento delle Camere, tuttavia, Mattarella potrebbe provare a salvare la legislatura formando un nuovo Governo, individuando un Premier in grado di portare avanti gli impegni finanziari con cui l’Italia deve fare i conti dopo l’estate. L’obiettivo, in sostanza, sarebbe scongiurare le elezioni anticipate, per evitare che la crisi politica peggiori la situazione economica in cui riversa il Paese.

Da quando Salvini ha dichiarato di voler sfiduciare il Governo la borsa è calata a picco e Piazza Affari ha registrato una forte battuta d’arresto. Il motivo è semplice: l’instabilità politica preoccupa, poiché va a braccetto con quella economica. Qualora il Presidente dovesse decidere di sciogliere le Camere e indire nuove elezioni, inoltre, lo Stato andrebbe incontro all’esercizio provvisorio.

L’esercizio provvisorio, come i ben informati sapranno, scatta quando il Parlamento non approva in tempo la legge di bilancio (ovvero entro fine anno). In caso di elezioni anticipate gli italiani saranno chiamati a esprimere il loro voto probabilmente ad ottobre (il 13, il 20 o il 27 ottobre), proprio in concomitanza con l’approvazione della manovra economica. Il disegno di legge che accorpa legge di bilancio e legge di stabilità, infatti, deve essere presentato necessariamente entro il 20 ottobre.

È ovvio che, qualora una situazione del genere dovesse verificarsi, sarà impossibile per il Parlamento mettersi a lavoro sul bilancio. Saltando questo passaggio, dunque, è difficile che entro il 31 dicembre la manovra triennale di finanza pubblica venga approvata. Questo, per i motivi sopra spiegati, aprirà la strada verso l’esercizio provvisorio, che limiterà le azioni dell’Esecutivo agli atti di ordinaria amministrazione, lasciando all’Esecutivo margini di spesa veramente ridotti.

In un periodo di forte instabilità, dopo l’Italia ha da poco scongiurato l’ipotesi di una procedura di infrazione Ue, bloccare gli investimenti preventivati in bilancio e programmati nella manovra potrebbe arrecare dei danni non indifferenti all’economica del Paese. Rischiano di saltare importanti interventi sul lavoro, la macchina previdenziale potrebbe incepparsi e l’intero sistema si espone a dei danni irreparabili. L’aumento dell’Iva e quello delle tasse in generale potrebbe non riuscire a sollevare le sorti dell’Italia.

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