Crisi di Governo, giro di poker alla mano finale: Renzi bluffa o no?

Tra poche ore sapremo se il leader di Italia Viva stavolta fa sul serio

Crisi sì, no. Anzi, forse. Come un abile giocatore, nella partita più delicata, Matteo Renzi sceglie di non scoprire tutte le carte per evitare di restare con il cerino in mano. Ammesso ogni tipo di bluff pur di portare la vittoria a casa, che in questo caso, sembrerebbe passare da un mini-rimpasto con l’ingresso nel Governo della fedelissima Maria Elena Boschi.

Dopo l’invio ieri della bozza aggiornata del Recovery plan, ancora tutto tace, almeno ufficialmente con Renzi che spinge sul MES ma fa ancora melina in attesa di segnare il gol che chiude la partita. Sia chiaro, per ora, visto che l’ex Presidente del Consiglio si è dimostrato persino più insidioso dell’altro Matteo, Salvini e sicuramente continuerà a dare del filo da torcere agli alleati di Governo che più volte in questi mesi hanno dovuto fare i conti con le richieste dell’ex segretario Pd.

E se la vecchia bozza aveva scatenato l’ira funesta del leader di IV, la nuova preparata dal governo e inviato ai partiti, è stata (non a caso) definita fin dalle premesse “un documento di lavoro interno al governo, per favorire il raggiungimento dell’accordo politico sulle modifiche alla bozza”.

RENZI BLUFFA? – “Se la bozza è soddisfacente? Vediamo, vediamo. Quando si parla di 130 pagine, io voglio vedere nel dettaglio…”, dice Renzi, che non si sbottona e continua a tessere la tela. “Mi spiegate perché non mettete i 36 miliardi del Mes sulla sanità?”, ripete a Tg2 Post. “Oggi è arrivato il documento che avevano cercato di approvare di nascosto in un Consiglio dei ministri un mese fa. Concretamente, le nostre richieste sono più soldi per la sanità che vuol dire prendere il Mes.

Palla a Conte, noi fuori se si buttano soldi – Poi alza di nuovo l’asticella. “Se, come sembra, il presidente del Consiglio vuole andare in Aula per fare la conta dei responsabili, cioè, come dice lui, per sfidare una forza politica, faccia, è suo diritto, forse suo dovere”.

Ora non resta che trovare la quadra: oggi il Premier Giuseppe Conte vedrà i capi delegazione delle forze di maggioranza per fare il punto sul Recovery, poi riflettori puntati sul Consiglio dei Ministri che potrebbe tenersi stasera stessa, anche se sembra più probabile uno slittamento a domani, sabato 9 gennaio.

Intanto, in una partita che finora è anche e soprattutto dialettica, il Pd blinda Conte. “Se è a rischio? Assolutamente no. Per andare dove? Verso l’avventura, il trasformismo, coalizioni incerte e improvvisate? Conte è il pilastro dell’attuale alleanza che ha lavorato bene e che per il Pd non ha alternative” assicura Goffredo bettini un’intervista al sito Tpi.it, evocando il voto in caso di crisi. Proprio come il collega, il vicesegretario Orlando.

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