Covid, variante “Eek” giapponese. Perché ci costringerà a vaccinarci ogni anno

Cosa sappiamo della nuova variante scoperta in Giappone e come dovremo abituarci a vaccinarci periodicamente per neutralizzare il Covid.

L’ultimo spauracchio è già stato ribattezzato ‘variante giapponese’, ed è l’ultima di una serie che potrebbe proseguire nelle prossime settimane.

La notizia arriva infatti da Tokyo, dove il 70 dei pazienti ricoverati a marzo per Covid in uno dei principali ospedali della capitale, il Tokyo Medical and Dental University Medical Hospital, sui quali è stato realizzato il sequenziamento del virus, sono risultati infettati da questa variante. Il sequenziamento è stato realizzato su 14 pazienti; 10 erano stati contagiati dal virus mutato.

La mutazione della proteina spike E484k, ribattezzata “Eek”, peraltro, sembrerebbe sfuggire agli anticorpi generati da una precedente infezione da Covid e anche ai vaccini sviluppati finora. Tuttavia non c’è motivo di pensare che non sia confinata al Giappone, dove fino ad ora è stata rilevata, senza sfuggire al controllo delle autorità nipponiche. Ma soprattutto non sarà certo l’ultima mutazione del virus, le cui varianti potrebbero anxi aumentare proprio in virtù della campagna vaccinale.

Le varianti durante le vaccinazioni

Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano, è piuttosto chiaro nelle sue parole al Corriere della Sera: “Mano a mano che la campagna vaccinale proseguirà, e si avranno più persone immunizzate, il virus proverà a crearne altre in grado di eludere i vaccini, ma molte saranno, per così dire, ‘insignificanti’. Sarà come avere in giro tante Panda blu, oppure rosse o gialle. Modifiche ininfluenti. Certo se poi compare una Panda 4 X 4, la faccenda si fa più seria. Ma modificare i vaccini per renderli nuovamente efficaci non sarà difficile e lo si sta già facendo”.

Dunque, come si era già ipotizzato in passato, sulla base dei vaccini creati nel 2020 sarà possibile avere ‘aggiornamenti’ dei vaccini stessi in base alle necessità. Come del resto accade per le vaccinazioni antiinfluenzali. E dunque dovremo prepararci a vaccinarci per diversi anni prima che il Covid divenga realmente innocuo.

Ci vaccineremo a lungo

“Non tutte le varianti hanno poi la stessa capacitò di diffusione, – precisa Sergio Abrignani, immunologo, ordinario di Patologia generale all’Università Statale di Milano, sempre su Corriere.it — come abbiamo visto quella ‘vincente’ è ora l’inglese , ma è riconosciuta dai vaccini già in uso. Una volta che gran parte delle persone sarà immunizzata contro questa variante, altri prenderanno il sopravvento e quindi dovremo abituarci a vaccinarci ogni anno, od ogni due ,con prodotti studiati ad hoc. Ma ricordiamoci che l’obiettivo principale dei vaccini è quello di evitare la morte per Covid. Ammalarsi, grazie all’immunizzazione, con sintomi tutto sommato simili a quelli di un’influenza, ci pemetterà di riprenderci le nostre vite”.

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