Covid: Londra festeggia, Parigi nel tunnel. La lezione di Johnson all’Europa

Nessun trionfalismo da Johnson che predica cautela. Ma, in tanti sono pronti a giurare, che se la stia ridendo sotto i baffi mentre Macron&Company arrancano

Si dice che, a volte, le immagini abbiano il potere di comunicare meglio ancora delle parole. Affermazione che sembra adattarsi a pennello alla giornata di ieri. Da un lato, le immagini di e da Londra con le famiglie che, dopo mesi, sono tornate ad incontrarsi.

Dall’altra, la faccia (sconsolata) del Presidente francese Macron che si è presentato, di nuovo, davanti alla Nazione per annunciare il passaggio di tutta la Francia in zona rossa. Tra le misure previste chiusura dei negozi non essenziali e coprifuoco a partire dalle 19. Lo stop riguarderà anche le scuole che, dopo un anno, vengono richiuse in Francia per 3 settimane

QUI LONDRA, PARIGI ABBIAMO UN PROBLEMA Zero morti conteggiati per Covid a Londra, come non succedeva da sei mesi con i decessi nazionali in decisa frenata, a conferma di una ormai evidente tendenza al calo delle vittime ai minimi da inizio pandemia. I medici londinesi parlano di risultato “fantastico” notando la parallela riduzione dei ricoveri, con non più di una media di “1 o 2 morti ogni due giorni” nelle terapie intensive.

Intanto, in Inghilterra è tornata in vigore la cosiddetta regola del 6, che allarga la possibilità dei contatti sociali fino a 6 persone di due nuclei familiari diversi, nell’ambito dell’allentamento graduale e a tappe del lockdown (in vigore da ormai tre mesi) annunciato da Boris Johnson nelle scorse settimane: allentamento che resta comunque cauto e condizionato all’andamento “dei dati, non a date” prestabilite, come ribadito nelle scorse ore dallo stesso premier Tory britannico, mentre il Regno Unito continua a correre sul fronte dei vaccini con circa 34 milioni di dosi somministrate.

Dopo la riapertura delle scuole d’inizio marzo, la novità delle scorse ore riguarda la ripresa delle attività sportive individuali all’aperto (tennis o golf). Ancora chiusi negozi non essenziali, pub, ristoranti (salvo asporto), cinema, teatri, piscine e luoghi d’intrattenimento. Per negozi e parrucchieri la riapertura, se la tendenza al calo dei contagi da Covid proseguirà, è fissata per il 12 aprile, quando tornerà ad essere consentito anche il servizio solo all’aperto in pub e ristoranti; cinema, teatri e locali al chiuso dovranno aspettare la seconda metà di maggio, quando potrebbero essere riviste pure alcun vincoli sui viaggi interni. Per i viaggi internazionali, l’attività alberghiera e gli eventi pubblici collettivi una speranza di normalizzazione è indicata non prima del 21 giugno.

LA POLITICA DEI PICCOLI PASSI – L’alleggerimento dal lockdown iniziato oggi in Inghilterra “è un piccolo passo reso possibile da mesi di sacrifici” e permette di “sfruttare il bel tempo” per fare ad esempio più esercizio sportivo all’aperto. Non si lascia andare a trionfalismi Boris Johnson che predica cautela. Ma, in tanti sono pronti a giurare, che se la stia ridendo sotto i baffi.

BOJO, LEZIONE ALL’EUROPA – Archiviato il divorzio dall’Europa, con buona pace di quanti prefiguravano scenari nefasti post Brexit, la Gran Bretagna si gode il successo della campagna vaccinale con l’Europa, impantanata, che resta a guardare quello che – piaccia o no – è stato già ribattezzato il modello Johnson.

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