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Covid-19, quando si può richiedere un risarcimento per responsabilità medica

Quando e come perseguire un giusto risarcimento danni, spiegato dall’Avvocato Erdis Doraci

Le dannose ed impreviste conseguenze (con le migliaia di vittime in tutto il continente) provocate dal virus “Covid-19”, che di fatto hanno cambiato le nostre abitudini quotidiane, obbligandoci a indossare mascherine protettive e guanti, e a osservare tutta una serie di comportamenti per la prevenzione di eventuali contagi, potevano in qualche modo essere contenute con maggior efficacia se ci fosse stata più attenzione da parte dei Responsabili delle principali Organizzazioni Sanitarie Mondiali ? E soprattutto è possibile ravvisare gli estremi di una “Responsabilità medico professionale”?

Semplificando il concetto, i parenti di una persona deceduta a causa del Covid-19 o che ha contratto il virus nel periodo in cui è stato ricoverato presso una struttura ospedaliera riportando invalidità gravissime, possono sperare di ottenere giustizia nei Tribunali con la liquidazione di un risarcimento?
Lo abbiamo chiesto all’avvocato Erdis Doraci, titolare di tre prestigiosi studi legali, uno a Roma, gli altri due in Albania ed in Romania, specializzato nel risarcimento del danno per le lesioni subite a seguito di sinistri automobilistici (in gran parte mortali) o in caso di gravi responsabilità medico professionali.

Avv. Erdis Doraci

“Il Coronavirus non è stato mai identificato in precedenza prima di essere segnalato a Wuhan (Cina) a dicembre 2019. Si è diffuso a macchia d’olio in tutto il mondo a causa della mancata conoscenza e dei rimedi per prevenirlo (allo stato, infatti, ancora non si conosce l’esistenza di un vaccino capace di arginarlo) a tal punto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’ha definito come il nuovo virus che si diffonde in tutto il mondo e contro il quale la maggioranza degli uomini non ha le difese immunitarie’’.

Covid-19, come richiedere il risarcimento se si è rimasti infettati in un ospedale

Avvocato se un cittadino ricoverato presso un Ospedale e/o una casa di cura ha contratto infezione durante la sua degenza, può sperare in un risarcimento?
“Il caso rientra nel cosiddetto “genere delle infezioni nosocomiali”, esplose particolarmente in questo periodo a causa di migliaia di ricoveri dovuti a presunti sintomi del “Covid 19”. Con questo termine si identificano quelle infezioni contratte da un paziente nel corso della sua degenza ospedaliera, non presenti al momento del ricovero e che si manifestano, in genere a distanza di due o tre giorni dalle dimissioni del soggetto. Gestire al meglio tali situazioni non è semplice. Occorre procedere con la massima precisione esaminando con attenzione il caso e valutare, con un pool di esperti, la fattibilità o meno della richiesta del risarcimento”.

E i medici ed esercenti professioni sanitarie deceduti o che hanno riportato danni permanenti nell’ambito del lavoro svolto in strutture sanitarie?
Spetterà anche loro un risarcimento danni se venisse dimostrata la colpa per il contagio. In questo caso, per ridurre al minimo le richieste giudiziali degli eredi o dei professionisti danneggiati, si potrebbe prevedere un indennizzo a carico dello stato.
Allo stesso modo potrebbero essere previste de risarcimenti per i familiari di pazienti deceduti, previo accertamento giudiziario della colpa non grave dei sanitari. Per la colpa grave invece viene prospettata la responsabilità civile e penale per cui il meccanismo indennitario non trova fondamento.

Che cosa deve provare, chi ha contratto l’infezione, per poter promuovere un’azione legale? “Il primo aspetto fondamentale da prendere in considerazione prima di intentare un giudizio è verificare se l’infezione contratta dall’utente possa essere ricondotta al suo ricovero nella struttura ospedaliera. Nel caso delle infezioni da “Coronavirus” la prova potrebbe essere rappresentata dalla degenza nell’Ospedale del paziente, poi risultato infetto”.

Come si potranno difendere gli Enti Ospedalieri per evitare la loro responsabilità?
“La struttura sanitaria dovrà dimostrare di aver seguito tutte le norme del caso nella gestione del paziente, dimostrando che quanto denunciato dal cittadino non è dipeso da una causa ad essa imputabile. In questo caso specifico è molto complesso dimostrare quale sia stata la causa che ha dato origine all’infezione”.

Cosa prevede la legge in materia di responsabilità sanitaria

Proprio in tema di responsabilità della struttura ospedaliera la Sentenza della Cassazione Civile III Sez. del 26.2.2019 n. 5487 ha stabilito che “Il nesso causale in materia di responsabilità sanitaria va accertato senza scomporre in singoli elementi la complessiva condotta della struttura, occorrendo considerare e valutare il singolo episodio all’interno di una sequenza più ampia e coerente”.

In parole povere cosa significa?
Che bisogna concentrarsi su due punti cruciali:
• determinare il momento del contagio, e già questo non è sempre facilissimo
• dimostrare che tale contagio si è verificato per un mancato rispetto delle norme contenitive del virus o per mancata diligenza nell’operato.
A quel punto, dopo uno studio di fattibilità sulla responsabilità, si dovrà redigere una relazione medico legale da parte dei parenti più vicini o del danneggiato se ancora in vita, per poter sostenere l’azione giudiziale e quantificare il danno.

E ciò basterà poi ad arrivare ad un congruo risarcimento?
Non è detto, serve poi la competenza giusta per trattare una posizione così complessa, e considerate le strenue difese delle strutture Ospedaliere, bisogna avere anche la capacità economica per affrontare il processo e le spese per i migliori esperti di parte.

E quale risarcimento spetterà in caso di responsabilità medica accertata per la contrazione del Coronavirus?
“Per questo aspetto bisogna distinguere tra persone che hanno contratto il Coronavirus con conseguenze mortali oppure con postumi invalidanti permanenti gravi.
Nel primo caso spetterà un danno morale ai congiunti per la perdita del rapporto parentale, un danno patrimoniale ed un eventuale danno biologico per il danno psichiatrico da lutto. Il danno morale viene liquidato in base alle tabelle di Roma o Milano secondo un ragionamento complesso incentrato sull’intensità del rapporto affettivo (età, convivenza etc.).
In caso di sopravvivenza con lesioni invalidanti gravi vanno fatte diverse relazioni medico legali specialistiche (spesso più di una) per poter stabilire la percentuale di invalidità. Su quest’ultima si calcola e si tratta il danno biologico proprio, il danno patrimoniale (lucro cessante, danno emergente e perdita di chance), danno morale proprio e danno morale riflesso, eventuale danno assistenziale e cosi via.”
Proprio per la complessità degli aspetti legati a queste situazioni (e non è stato toccato ogni variante possibile), è fondamentale affidarsi a professionisti specializzati e con esperienza sul campo per evitare sorprese negative nel perseguimento del proprio diritto risarcitorio.
Ciò a maggior ragione considerando due aspetti dove presumibilmente si giocherà la partita della responsabilità medica da contagio Covid19,
• La situazione logistica/organizzativa delle strutture sanitarie.
• Il contesto eccezionale di emergenza.
Valutando questi due aspetti, i Giudici dovranno valutare caso per caso se riconoscere responsabile o meno la struttura, in attesa di linee guida o normative più delineate.

Anche nelle aule di giustizia, quindi, come su un campo di calcio, le partite, si vincono a tavolino.

In collaborazione con Avv. Erdis Doraci

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