Cosa può (e non può) fare il Presidente della Rai

Quali sono i poteri effettivi e le limitazioni del Presidente della Rai, una delle figure più discusse e determinanti della vita politica e culturale del nostro Paese

La nomina a Presidente Rai di Marcello Foa ha scatenato qualche polemica.

“Abbiamo indicato un Presidente staccato dai partiti”, aveva dichiarato a luglio Matteo Salvini, inserendosi nella bagarre. Il Presidente della Rai è, a prescindere dalla singola scelta, una figura spesso contesa tra fazioni e partiti per il ruolo di rappresentanza che ricopre nei confronti di una delle più grandi aziende di comunicazione d’Europa. Spesso però si ignora che cosa possa e che cosa non possa fare, al di là di strumentalizzazioni e polemiche.

Chi nomina il Presidente della Rai?

Come stabilito dallo Statuto Sociale della Rai, il Presidente viene indicato dal socio di maggioranza, cioè il Ministero dell’Economia, così come un altro membro del consiglio d’amministrazione. Una volta nominato, perché la carica diventi effettiva, deve essere sottoposta al parere della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. L’approvazione del nominativo da parte della Commissione richiede una maggioranza pari a due terzi. La Commissione è un organo parlamentare bicamerale, attualmente presieduta da Alberto Barachini di Forza Italia. Ne fanno parte deputati e senatori.

Il Presidente rimane in carica 3 anni, così come l’Amministratore delegato e il Consiglio d’amministrazione.

Cosa può fare il Presidente?

Il Presidente svolge numerosi funzioni. Per quanto riguarda i lavori del CdA: convoca il consiglio d’amministrazione, ne decide l’ordine del giorno basandosi sulle segnalazioni degli “organi delegati” e sulle “proposte dell’Amministratore delegato, ne presiede le adunanze, ne coordina i lavori e provvede affinché adeguate informazioni sulle materie iscritte all’ordine del giorno vengano fornite a tutti i consiglieri. Inoltre il Presidente “cura la convocazione dell’assemblea, in esecuzione della deliberazione del consiglio di amministrazione”, come afferma l’articolo 22 dello Statuto.

Il Presidente Rai guida l’assemblea e può far redigere il verbale della seduta da un notaio. Come Presidente, garantisce lo svolgimento dell’assemblea e delle votazioni, accerta la regolarità delle deleghe dei soci e il diritto di intervento in assemblea. Può inoltre decidere la modalità di votazione, che però non può mai risultare segreta. Se lo reputa necessario e se viene formulata richiesta scritta da quattro componenti dello stesso CdA, il Presidente può convocarlo.

In caso di parità nelle votazioni, il voto del Presidente vale doppio. È il Presidente insieme all’Amministratore Delegato a rappresentare l’azienda.

Quali poteri ha il Presidente della Rai, in seguito alla riforma della tv di Stato del 2015?

Il Cda elegge formalmente uno dei suoi componenti alla presidenza, dopo il sì dei due terzi della Commissione di Vigilanza Rai. I poteri del Presidente sono di fatto  limitati alle “relazioni esterne e istituzionali” e alla “supervisione delle attività di controllo interno”.

Il Presidente potrà essere licenziato dal CdA, se anche i senatori e i deputati della Commissione daranno il loro assenso.

Cosa non può fare il Presidente della Rai?

Il ruolo del Presidente della Rai si differenzia da quello dell’Amministratore delegato, ex Dirigente Generale. In seguito alla riforma voluta dal governo Renzi nel 2015 infatti, l’ex Dg, ora diventato Ad, ha acquisito “super poteri“, tanto da superare quelli del Presidente. Il Presidente non può infatti nominare di sua iniziativa i “direttori delle reti televisive, dei canali e delle testate” giornalistiche, né può assumere e promuovere dirigenti e giornalisti di ogni grado, decidendone la collocazione in azienda. È, di fatto, un Presidente di garanzia.

Cosa può (e non può) fare il Presidente della Rai