Cosa fare con i no vax in ospedale e a scuola: rispondono gli economisti

L'intervento di Tito Boeri, presidente dell'INPS, e Roberto Perotti, professore della Bocconi di Milano

Il discorso ricorda molto quello di Ilaria Capua (che, per la verità, è arrivata dopo, con questo intervento sul Corriere della Sera). In comune c’è sicuramente il fatto che nel mirino, sia della virologa Ilaria Capua, sia degli economisti Tito Boeri e Roberto Perotti, ci sono i no vax.

Ieri ha scatenato un’intensa discussione la proposta della professoressa dell’Università della Florida di far pagare a chi non vuole ricevere un’iniezione i costi “non sanitari” (lenzuola, pranzo e cena, ecc) degli ospedali. L’idea di Boeri, presidente dell’INPS, e Perotti, professore alla Bocconi di Milano, non è molto diversa e verte sul concetto di “esternalità negativa”.

Cosa significa “esternalità negativa”

Un esempio di “esternalità negativa” è il fumo: fumando in un parco pubblico, vengono danneggiati i polmoni dei bambini, ed è per questo che lo Stato vieta di accendere una sigaretta nelle aree verdi. Il Covid presenta esternalità negative ancor più “pervasive e forti”, scrivono gli economisti in un intervento su La Repubblica.

Concentrare la disponibilità di vaccini nelle zone ricche del mondo, ad esempio, ha favorito l’emersione di varianti in quelle povere: “Se si fa un rapido calcolo del costo di una dose di vaccino e dei danni economici (per non parlare più in generale dei danni umani) della variante Delta nei paesi ricchi, è probabile che a questi ultimi converrebbe fornire i vaccini gratis e al più presto a tutta la popolazione mondiale”. È questa la conclusione a cui arrivano gli estensori dello scritto.

Cosa fare con i no vax nelle scuole e negli ospedali

Una volta afferrato il concetto di “esternalità negativa” è facile capire quale sia “l’esternalità negativa” prodotta da chi non si immunizza: per Boeri e Perotti, i no-vax “creano enormi costi alla società” per essere curati in ospedale. Inoltre, i reticenti alla puntura “impediscono il ritorno a una vita sociale normale”.

Premesso che “una campagna di vaccinazione forzata” sarebbe “immorale, incostituzionale, e inattuabile in pratica”, ci sono, per gli autori, “esternalità negative più forti di altre, su cui la società ha il diritto di intervenire”. Si tratta di ospedali e scuola. Per andare ai fatti, la proposta del tandem di scrittori è di escludere dalle lezioni in presenza i professori che non si vogliono vaccinare. A loro (come agli studenti che rifiutano il vaccino) toccherebbe la didattica a distanza. E uno stipendio inferiore.

Sugli ospedali, inoltre: “Se sono ricoverato d’urgenza in ospedale, come posso sapere se il medico che mi visita o mi opera è no-vax? Anche in questo caso la società ha il diritto di proibire a un medico no-vax di esercitare la sua professione, se non in privato previa adeguata informazione al paziente”.

Boeri non è nuovo a proposte indirizzate al governo: qui cosa ha detto sul superamento di Quota 100.

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