Cosa dice la direttiva Bolkestein su spiagge e stabilimenti balneari

Bolkestein in convegno a Roma: la mia direttiva non riguarda le concessioni delle spiagge italiane

I titolari degli stabilimenti balneari possono forse tirare un sospiro di sollievo: la tanto temuta direttiva Bolkestein non riguarderebbe gli stabilimenti.

Si è infatti tenuto a Roma un convegno promosso da Deborah Bergamini di Forza Italia e organizzato dall’associazione “Donnedamare“, in prima fila nella battaglia per difendere le concessioni balneari. Al convegno ha partecipato in persona Frederik Frits Bolkestein, 85 anni ed economista olandese creatore della direttiva sulla libera circolazione dei servizi nell’Unione Europea.

È stato proprio Bolkestein ad eliminare interpretazioni e polemiche che sono nate, negli ultimi anni, intorno alla direttiva che porta il suo stesso nome. La direttiva Bolkestein è una direttiva dell’Unione Europea, la 2006/123/CE: riguarda i servizi nel mercato europeo comune, è stata presentata nel 2004 e approvata ed emanata nel 2006. Bolkestein, allora commissario europeo per il mercato interno della Commissione Prodi, ha curato e sostenuto la direttiva, da qui il nome.

Se ne sta tornando a parlare perché la direttiva diventerà effettiva entro il 2018. Ad essere preoccupati soprattutto tassisti e venditori ambulanti.
La direttiva prevede infatti che ogni Paese dell’Unione Europea garantisca il rispetto della libera circolazione dei servizi e l’abbattimento delle barriere tra gli Stati. In questo modo qualsiasi cittadino europeo può proporre all’interno dell’Unione Europea la propria attività.
La direttiva vuole semplificare le procedure per esercitare temporaneamente la propria attività all’interno di un Paese dell’Ue, evitando discriminazioni basate sulla nazionalità.

In poche parole, un venditore ambulante francese (o di un qualsiasi Paese Ue) che vuole trasferirsi per un periodo in Italia deve avere gli stessi diritti di un venditore ambulante italiano che presta i suoi servizi in Italia.
La libera circolazione dei servizi, evidenziata dalla direttiva, riguarda soltanto chi si sposta per un determinato periodo da un Paese all’altro, fornendo un servizio limitato nel tempo.
È questo che ambulanti, tassisti e titolari degli stabilimenti hanno temuto di più in questi anni: l’arrivo in Italia di imprenditori stranieri che decidano di operare nei loro campi proprio nei periodi in cui si lavora di più con il turismo.

Al convegno però Bolkestein afferma: “La direttiva che porta il mio nome non è applicabile ai balneari perché le concessioni rientrano nel contesto dei beni e quindi non rientrano nei servizi”. L’economista si è anche detto dispiaciuto dell’interpretazione errata data dal suo provvedimento. Al convegno è stato anche fatto notare che la questione in altri Paesi come la Spagna è stata risolta da tempo, concedendo una proroga di 75 anni sulle concessioni, per escludere con certezza gli stabilimenti balneari dalla direttiva.

Al convegno hanno partecipato numerosi esponenti del centrodestra, tra cui Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, che ha dichiarato: “Forza Italia sostiene da sempre la battaglia dei balneari e degli ambulanti italiani, con una posizione netta in merito all’applicazione della direttiva Bolkestein. Difendere queste imprese per noi è un imperativo, perché significa tutelare settori fondamentali per l’occupazione e la crescita economica del nostro Paese. Per questo abbiamo condotto in questi ultimi anni una battaglia chiara per evitare che vengano scippate tali concessioni a un comparto che include l’attività di oltre 30.000 piccole e medie imprese».

“L’ex commissario europeo Bolkestein ha confermato quello che sosteniamo da sempre: le nostre spiagge non dovrebbero essere soggette alla direttiva che porta il suo nome», ha poi aggiunto Giorgia Meloni. Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari, spera “che il nostro interesse nazionale non venga calpestato ancora una volta”.

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