Coronavirus, Ue: “Ci aspetta una delle recessioni più profonde di sempre”. Le conseguenze

Collasso economico e declino inevitabile: le previsioni, poco incoraggianti, sul post pandemia

Proprio mentre i dati sui contagi iniziano a farci tirare un sospiro di sollievo, le previsioni economiche su quello che sarà il futuro post pandemia ci costringono oggi a frenare l’entusiasmo. Il Coronavirus non ha messo in ginocchio solo l’Italia, ma l’intera Euro Zona è a rischio collasso adesso: rientrata l’emergenza sanitaria, infatti, i problemi per l’Ue non saranno finiti, ma forse potranno considerarsi appena iniziati.

Le previsioni della Commissione europea: “Ci aspetta una delle recessioni più profonde di sempre”

Mercoledì 6 maggio la Commissione europea ha reso noto che, secondo le sue ultime previsioni, l’economia europea si ridurrà del 7,4% quest’anno. Il 2020, dunque, farà segnare grosse perdite agli Stati europei, tanto che gli esperti Ue hanno affermato che saremo costretti a fare i conti con una delle “recessioni economiche più profonde di sempre” dopo la seconda guerra mondiale.

Per capire quanto una calo del 7,4% sia grave per l’ Europa, basta pensare alla crisi finanziaria del 2009, una delle peggiori del nuovo millennio, che 11 anni fa segnò un -4,5% (e cui effetti, ancora oggi, non sono del tutto smaltiti).

Come la crisi economica scatenata dal Coronavirus possa fare molti più danni, probabilmente, lo scopriremo molto presto. Per riprendersi dalle ripercussioni negative di queste perdite per l’economia mondiale ci potrebbero volere mesi, se non addirittura anni.

Fase 2, ripartire o aspettare?

Adesso per l’Italia sembra essere diventato essenziale capire come gestire la Fase 2 (qui lo speciale di QuiFinanza). Riaprire o garantire maggiori sussidi? Ripartire più in fretta o procedere con cautela? Ma soprattutto, a fronte delle ultime previsioni, che impatto avranno le decisioni prese sull’economia del Paese?

In Cina, dove l’epidemia si è attenuata nelle ultime settimane, sono state riaperte gradualmente diverse fabbriche eppure, con la diminuzione di acquirenti e il crollo degli acquisti anche dall’estero, l’economia non ha registrato alcuno slancio positivo. Negli Stati Uniti invece, dove i contagi aumentano ma si continua a spingere verso una ripresa totale delle attività, la strategia dello sblocco voluto da Trump per impedire all’economia di arrestarsi non sembra stia dando grandi risultati. Secondo l’ultimo report sull’occupazione reso noto dagli enti governativi USA, si prevede una perdita di oltre 20 milioni di posti di lavoro ad aprile.

Prendendo ad esempio gli altri Paesi, quindi, non ci arrivano risposte certe su quale sia la strada giusta da seguire in Europa.

Gentiloni poco fiducioso: andrà peggio di quello che dicono le previsioni?

Decisamente poco incoraggianti sono state anche le parole di Paolo Gentiloni, secondo cui una ripresa economica potrebbe registrarsi solo a partire dalla seconda metà del prossimo anno, ma non in modo uniforme. Il commissario europeo per l’economia, a seguito della pubblicazione delle scoraggianti previsioni Ue, ha infatti dichiarato che entro la fine del 2021 i paesi dell’Unione Europea saranno in condizioni peggiori di quanto non fossero prima del Coronavirus.

Ancora più pessimista Maarten Verwey, capo dell’unità economica della commissione, che ha affermato che non è da scongiurarsi una recessione più profonda e più lunga di quella delineata dalle ultime previsioni. Le sue parole, quindi, non solo fanno eco a quelle di Gentiloni, ma sembrano confermare un futuro ancora peggiore da quello delineato.

Perché una seconda ondata di contagi potrebbe peggiorare ancora di più la situazione

La situazione rischierebbe di peggiorare ancora di più in caso di una seconda ondata di contagi. Una ripresa del virus dopo la fine del lockdown, infatti, ridurrebbe ulteriormente di 3 punti percentuali il comparto economico.

Le economie di Italia e Spagna, due dei paesi più colpiti dalla pandemia, molto probabilmente si ridurranno di oltre il 9% quest’anno e, come ha spiegato Gentiloni, l’economia italiana farebbe ancora più fatica a riprendersi, oltre a metterci molto più tempo, qualora fosse costretta a fare i conti con eventuali contagi di ritorno.

La Grecia, che si stava riprendendo dal suo ultimo collasso, pagherà un conto altrettanto caro, perdendo quest’anno il 9,7 della sua produzione economica a causa del Coronavirus. La Francia, la seconda economia più grande dell’Ue, dovrebbe subire perdite pari al – 8,5%, mentre la meno colpita sarà la Polonia (con una recessione del 4,5%).

Germania tra le “vincenti”

E molto probabile, in fine, che in Europa la disoccupazione si manterrà intorno al 9%, aumentando quindi rispetto al 6,7% dell’anno scorso. Persino la più grande economia del blocco, la Germania, non ne uscirà indenne, dato che sarà costretta anch’essa a fare i conti con la peggiore recessione dopo la seconda guerra mondiale.

In questo caso si parla di perdite per l’economia del paese pari al – 6,5%, anche se le previsioni la danno tra le “vincenti“, poiché dovrebbe essere lo Stato dell’Eurozona in grado di riprendersi dalla crisi post pandemia più rapidamente rispetto agli alleati.

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