Coronavirus, sospensione del Trattato di Schengen in arrivo?

Lega spinge per la sospensione del Trattato di Schengen a causa del Coronavirus, ma Conte si oppone

Mentre aumentano i casi di Coronavirus in Italia, con il secondo decesso avvenuto nel giro di pochi giorni, al Governo si sta consumando internamente uno scontro sulla possibile sospensione del Trattato di Schengen. Ma cosa c’entra tutto questo con l’emergenza sanitaria? Cosa prevede il Trattato e perché la Lega – oggi – continua a chiederne la sospensione?

Trattato di Schengen, scontro tra Governo e Lega

Il Trattato di Schengen è una Convenzione Ue che regola l’apertura delle frontiere tra i Paesi firmatari (tra cui vi è anche l’Italia). L’accordo, che entra in vigore nel 1995, disciplina anche i casi di sospensione, che è concessa agli Stati per un limitato periodo e per specifici motivi. Negli anni il nostro Paese si è ritrovato più volte a ricorrere all’interruzione temporanea degli accordi, solitamente in concomitanza di eventi importanti e per motivi di sicurezza.

L’emergenza Coronavirus, proprio in queste settimane, ha riportato però l’attenzione su tale Trattato. Proprio per motivi di sicurezza, secondo alcuni, il Trattato di Schengen dovrebbe essere sospeso, in modo tale da chiudere le frontiere e limitare gli accessi all’interno del territorio italiano. Sostenitore di questa posizione, nello specifico, è Matteo Salvini. La Lega, infatti, a più riprese ha invitato il Governo a imporre delle restrizioni circa la libera circolazione delle persone in Italia. Secondo il leader del Carroccio, limitando gli ingressi, si ridurrebbero i rischi di contagio.

Di parere opposto, e deciso a non cedere alle pressioni dell’opposizione, è il Premier Giuseppe Conte. Come ha confermato alla fine della riunione del Consiglio dei Ministri avvenuta nella sede romana della Protezione Civile, il Governo non ha intenzione di procedere con la sospensione del Trattato di Schengen. Tutte le misure contenitive e di sicurezza adottate per circoscrivere la diffusione dell’epidemia, infatti, sono state varate all’interno di un apposito decreto (dove non è stata menzionata alcuna chiusura delle frontiere).

Sospendere il Trattato di Schengen, secondo Conte, vorrebbe dire isolare l’Italia anche a livello commerciale, il che avrebbe dei danni gravissimi sull’economia (peggiorando una situazione già di per sé delicata).

Tutte le volte che il Trattato di Schengen è stato sospeso

Il Trattato di Schengen, dal 2006 ad oggi, in passato è stato sospeso ben 116 volte. Il primo Paese firmatario a chiedere ed ottenere la sospensione è stato la Francia. L’Italia, invece, ha reintrodotto i controlli alla frontiera per il G8 di Genova (nel 2001) e per quello de L’Aquila (nel 2009). Lo stesso è avvenuto nel 2017 per il G7 di Taormina.

Negli ultimi anni i motivi che hanno portato alla sospensione della Convenzione sono stati per lo più legati alla sicurezza. Gli attacchi terroristici e l’emergenza migranti, nello specifico, hanno spinto gli Stati a tutelarsi in questo modo, con la chiusura delle frontiere e il potenziamento dei controlli.

Una sospensione del Trattato di Schengen a causa del Coronavirus, comunque, oggi si tradurrebbe di fatto in azioni in grado di ridurre la libera circolazione delle persone all’interno dello Stato Italiano. L’accordo prevede infatti il ricorso a regole specifiche per la gestione dei procedimenti relativi al rilascio di visti, soggiorni brevi, richieste d’asilo nonché controlli alle frontiere in deroga a quelli attualmente in vigore.

Dovrebbero essere inoltre potenziati i poteri di polizia ed autorità giudiziarie, e così anche i loro servizi di cooperazione e coordinamento, come quelli che prevedono la creazione e lo sviluppo del sistema d’informazione Schengen (Sis) ovvero un data base sofisticato che consente alle autorità competenti di scambiarsi dati relativi all’identità di persone e beni.

Considerando i meccanismi che si andrebbero ad attuare, molti sono quelli che, ad oggi, sostengono che forse proporre la sospensione del Trattato in piena emergenza sanitaria è solo un modo per dare un freno – indirettamente – al flusso migratorio nel Paese.

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