Coronavirus, proroga dello stato d’emergenza: cosa accadrebbe

Sembra sempre più probabile una proroga dello stato d'emergenza, ecco quali sono gli effetti più immediati su smart working, tamponi e mascherine

Se il prolungamento dello stato d’emergenza era dato come una possibilità soltanto qualche giorno fa, adesso, con l’avvicinarsi della scadenza del 15 ottobre si fa sempre più concreto. Il governo sta valutando quale soluzione attuare, anche in funzione di quanto inciderà la riapertura della scuola sulla crescita dei contagi da Covid-19, ma la decisione verrà presa a ridosso del termine ultimo per il rinnovo del provvedimento.

Coronavirus, proroga dello stato d’emergenza: le ipotesi

Una misura prevedibile, per certi versi inevitabile, se si considera che quando è stata disposta la prima proroga il 29 luglio la curva epidemica contava 386 contagi, mentre oggi ci sono circa 1.800 casi.

Sul tavolo del Consiglio dei ministri si aspetta quindi, probabilmente per la prossima settimana, un nuovo decreto sulla emergenza Covid, con nuovi dpcm.

Tre le possibilità allo studio: la prima permetterebbe anche di evitare l’allungamento dello stato d’emergenza in caso di un calo dei contagi, con una semplice stretta sulle misure di prevenzione come l’obbligo della mascherina e il distanziamento sociale, ma considerato che anche i ricoveri e i posti in terapia intensiva vanno piano piano aumentando (oggi sono arrivati in totale rispettivamente a 2.737 e 247 pazienti), la mancata proroga sarebbe da escludere.

Nel suo ultimo report settimanale anche l’Iss ha descritto la curva epidemiologia in “progressivo peggioramento” nelle ultime otto settimane.

Le altre due opzioni più probabili sono una proroga breve dai 14 giorni a un mese, oppure quella più plausibile dell’estensione dello stato d’emergenza fino a fine anno, scadenza 31 dicembre.

“Faremo una valutazione da qui a qualche settimana – ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza – ci teniamo pronti ad ogni evenienza”.

Coronavirus, proroga dello stato d’emergenza: gli effetti sullo smart working

La decisione avrà ovviamente conseguenze dirette su le altre misure in tema di produzione, mobilità, lavoro e tutti gli altri aspetti della vita quotidiana. Con la scadenza del 15 ottobre ad esempio si chiuderebbe la procedura semplificata che consente ai datori di lavoro di decidere unilateralmente per l’adozione del lavoro agile. Il giorno dopo lo smart working tornerebbe ad essere disciplinato dalla della legge 81 del 2017 che prevede di dover stipulare l’accordo individuale con il singolo lavoratore.

La ministra del lavoro Nunzia Catalfo ha comunque annunciato di voler intervenire a prescindere sulla legge istitutiva del lavoro agile, manifestando l’intenzione di modificare il meccanismo esclusivo dell’accordo individuale preso tra l’azienda e il singolo lavoratore, per rimettere la decisione in capo alla contrattazione collettiva, tramite quindi accordi di livello nazionale.

Coronavirus, proroga dello stato d’emergenza: tamponi e mascherine

Non solo lavoro, la proroga dello stato emergenza significherebbe la deroga quasi automatica del tampone obbligatorio per gli arrivi in Italia dai Paesi a rischio Croazia, Grecia, Malta, Spagna e Francia.

Inoltre prolungherebbe l’obbligo della mascherina nei luoghi chiusi aperti al pubblico e all’aperto a partire dalle ore 18 e fino alle 6 del mattino in tutti quei luoghi dove è più facile la formazione di assembramenti come le piazze di ritrovo della movida, come previsto oggi.

E non sarebbe esclusa, come già disposto in Campania e in Calabria, l’imposizione della mascherina anche in luoghi aperti durante l’intera giornata, nel caso in cui la situazione dell’epidemia dovesse aggravarsi.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Coronavirus, proroga dello stato d’emergenza: cosa accadrebbe