Coronavirus, esperti divisi su Zangrillo: la verità dell’Oms

"Il Coronavirus non esiste"? La replica dell'Oms alle dichiarazioni di Zangrillo

Le ultime affermazioni di Alberto Zangrillo hanno fatto il giro del mondo in questi giorni: “il Coronavirus non esiste”, aveva dichiarato il dottore suscitando scalpore tra la comunità scientifica, e non solo. Alle sue parole, però, ha replicato puntualmente l’Oms, cercando di fare chiarezza sulla questione e fornendo ulteriori dettagli sull’attuale andamento del virus.

Le parole di Zangrillo

Si sta parlando molto del dottor Alberto Zangrillo in queste ore. Responsabile della terapia intensiva presso l’ospedale San Raffaele di Milano in Lombardia (regione più colpita dalla pandemia in Italia), di lui stanno scrivendo molti giornali e testate online per via delle sue ultime affermazioni sul Coronavirus.

Secondo il dottore, uno studio portato avanti da un suo collega dimostrerebbe che il virus sta perdendo la sua potenza e che – quindi – “non esiste più clinicamente”. La ricerca è del dottor Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’ospedale San Raffaele, e dovrebbe essere pubblicata a breve.

“I tamponi che sono stati eseguiti negli ultimi 10 giorni hanno mostrato una carica virale in termini quantitativi che era assolutamente infinitesimale rispetto a quelli effettuati sui pazienti un mese o due fa”, ha dichiarato Zangrillo domenica 31 maggio durante un suo intervento in Rai.

Queste affermazioni, però, non sono piaciute a Franco Locatelli, medico e accademico italiano Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, il quale a sua volta, come riporta Ansa, ha dichiarato: “Posso solo esprimere grande sorpresa e assoluto stupore per le dichiarazioni rese dal professor Zangrillo. Basta guardare il numero di nuovi casi confermati ogni giorno per avere prove della persistente circolazione del virus in Italia”.

Le autorità invitano alla prudenza

La parole di Zangrillo, di fatto, arrivano in un momento molto delicato. In vista delle riaperture del 3 giugno, il Governo è attualmente impegnato nella gestione della Fase 2 (qui lo speciale di QuiFinanza) con un importante obiettivo: consentire spostamenti e viaggi ma sempre in totale sicurezza. Sminuire dunque la pericolosità del virus potrebbe rivelarsi più che pericoloso per la sicurezza dell’Italia.

Per questo motivo Sandra Zampa, sottosegretario al ministero della Sanità, in una nota ha affermato: “In attesa di prove scientifiche a supporto della tesi secondo cui il virus è scomparso, inviterei coloro che affermano di essere sicuri di non confondere gli italiani“.

La replica dell’Oms

A prendere le distanze dalle dichiarazioni di Zangrillo è stata anche l’Organizzazione mondiale della sanità, che lunedì 1 giugno ha smentito la notizia secondo cui il virus starebbe diventando meno letale. “Questo è ancora un virus killer”, ha dichiarato Michael Ryan, direttore esecutivo del programma per le emergenze sanitarie dell’OMS in conferenza stampa. “Dobbiamo essere eccezionalmente attenti a non creare la sensazione che, all’improvviso, il virus, per sua stessa volontà, abbia ora deciso di essere meno patogeno. Non è affatto così”, ha poi aggiunto lo stesso.

Zangrillo, ad ogni modo, non è l’unico medico a credere che il virus si stia indebolendo. Anche Matteo Bassetti, direttore della clinica per le malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, ha dichiarato che il Coronavirus non è più lo stesso, ma questo solo sulla base della sua esperienza (non avrebbe quindi prove scientifiche a supporto della sua teoria).

L’OMS comunque si è detta disposta ad esaminare dettagliatamente studi e dati che sono in grado di dimostrare il contrario, ribadendo però che ad oggi l’andamento e la pericolosità del Coronavirus potrebbero essere determinati dal livello di esposizione al virus di un individuo. Questo vuol dire, come è stato spiegato, che “il virus potrebbe non star diventando meno potente” ma che noi, come comunità, stiamo riducendo con successo il numero, l’intensità e la frequenza di esposizione al Covid.

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