Conte, Salvini, Europa: così lo “sliding doors” Coronavirus cambia il finale

Come nel celebre film, mai come ora, salire sul treno sbagliato può risultare decisivo. Conte o Draghi? Sogno Europa o incubo? Salvini o Zaia?

Il coronavirus è entrato nelle nostre vite con la forza deflagrante di uno tsunami, capace di travolgere e cambiare tutto in pochissimo tempo. Se proviamo a pensare alle nostre abitudini prima della pandemia, la sensazione più comune è che sia trascorsa una vita da quando potevamo, ad esempio, circolare liberamente, uscire con gli amici, andare a lavoro o a cenare fuori.

Da lunedì 18 maggio, con l’ulteriore allentamento alle misure restrittive, sarà possibile tornare ad assaggiare un po’ della vecchia, cara normalità. In generale, però, fin quando non troveremo un vaccino o la battaglia contro il nemico invisibile sarà vinta, piaccia o no,  dovremo abituarci ad un nuovo concetto di normalità per “convivere” con il virus. 

EUROPA, SOGNO O INCUBO? – Suo malgrado, insomma, il mondo, è giunto ad un “punto di rottura” dal quale sarà difficile tornare indietro. L’emergenza ci ha condotto ad un bivio davanti al quale siamo chiamati a scegliere. Siamo stati, inconsciamente catapultati, alla fatidica scena del film “sliding doors”, in cui ci viene suggerito che salire sul treno sbagliato può risultare decisivo per lo sviluppo dell’intera storia, cambiandone il destino.

Una considerazione che vale non solo per le nostre condotte di vita, ma anche, ad esempio, per gli ambienti della politica, dove sono diverse le contrapposizioni uscite allo scoperto in questo periodo. Prima di tutto, bisogna fare i conti con il sempre più traballante sogno europeo che, in scia a una solidarietà più di forma che di sostanza, rischia di cedere il passo ai  ai sovranismi quanto mai desiderosi di sfruttare il momento. 

CONTE A SCADENZA? – C’è poi un altro protagonista indiscusso di questi giorni drammatici e incerti: da professore pressoché “sconosciuto”, quantomeno ai più, Giuseppe Conte nel giro di due anni scarsi, è diventato il Premier che, piaccia o no, sarà ricordato per aver gestito la crisi più severa dal Secondo Dopoguerra.

Difficile gestire l’emergenza accontentando tutti. E infatti ben presto è finito nel mirino delle critiche degli scontenti. Per molti, il suo destino è segnato e che abbia già la data di scadenza sulle spalle. Sono in tanti a sostenere che, una volta terminata l’emergenza,  non sarà lui a guidare l’Italia nella fase della ricostruzione con l’ombra di Draghi che avanza a grandi passi. 

ZAIA “TALLONA” SALVINI – Non è certo mistero che prima della pandemia, l’uomo forte fosse Matteo Salvini, astro nascente della politica italiana. Una popolarità che ha subito più  qualche colpo nei giorni dell’emergenza. A cambiare la traiettoria, che sembrava già scritta, ci hanno pensato le lenti di un microscopio molecolare, quello cioè che segue la curva del contagio con il Governatore del Veneto Luca Zaia che è diventato il più pericoloso rivale per il leader della Lega. 

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